I traghetti rappresentano una fonte rilevante di emissioni nelle città portuali europee. Secondo una nuova analisi di Transport & Environment (T&E), oltre 1.000 traghetti europei emettono ogni anno 13,4 milioni di tonnellate di CO₂, un quantitativo paragonabile alle emissioni annuali di 6,6 milioni di automobili.
Lo studio evidenzia che in diversi grandi porti europei l’inquinamento prodotto dai traghetti può superare quello del traffico automobilistico, in particolare per quanto riguarda gli ossidi di zolfo (SOx), inquinanti nocivi per la salute.
Italia primo Paese europeo per emissioni dei traghetti
Con 2,4 milioni di tonnellate di CO₂, l’Italia è il Paese europeo con le maggiori emissioni generate dai traghetti durante i viaggi, seguita da Spagna e Grecia.
Nel Mediterraneo si registrano infatti le rotte più inquinanti, soprattutto quelle domestiche che collegano la terraferma con le isole.
Anche diversi porti italiani figurano tra quelli con le emissioni più elevate:
- Genova (5° posto in Europa)
- Livorno (7° posto)
- Palermo (8° posto)
- Civitavecchia (9° posto)
Una flotta vecchia e ancora dipendente dai combustibili fossili
L’età media dei traghetti europei è di circa 26 anni, un dato che evidenzia l’urgenza di rinnovare la flotta.
Le emissioni derivano in gran parte da navi alimentate con combustibili fossili, che contribuiscono all’inquinamento atmosferico delle città portuali. In alcune aree, come Barcellona, i traghetti producono 1,8 volte più emissioni di SOx rispetto a tutte le auto della città.
Il potenziale dell’elettrificazione
Secondo l’analisi di T&E, la transizione energetica nel settore dei traghetti è tecnicamente possibile e sempre più competitiva dal punto di vista economico.
Entro il 2035:
- circa il 60% dei traghetti europei potrebbe essere elettrificato
- oltre la metà (52%) sarebbe anche più economica da gestire rispetto alle navi alimentate con combustibili fossili
L’elettrificazione e l’ibridazione potrebbero ridurre le emissioni di CO₂ dei traghetti fino al 42%.
Italia tra i Paesi con maggior potenziale di conversione
L’Italia è uno dei mercati europei più importanti per questo tipo di trasporto, con 167 traghetti operativi.
Secondo T&E:
- il 51% dei traghetti italiani potrebbe già oggi essere sostituito da imbarcazioni full electric
- un ulteriore 26% potrebbe operare in modalità ibrida
Guardando al 2035, il passaggio all’elettrico risulterà economicamente conveniente per circa il 67% della flotta italiana, mentre considerando anche le soluzioni ibride il potenziale di conversione arriverebbe al 77%.
Il nodo delle infrastrutture nei porti
Il principale ostacolo alla diffusione dei traghetti elettrici riguarda lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica nei porti.
Secondo lo studio, tuttavia, la sfida è più gestibile di quanto si pensi: il 57% dei porti europei avrebbe bisogno di punti di ricarica inferiori a 5 MW per supportare le operazioni dei traghetti elettrici.
In Italia, porti come Napoli, Genova e Palermo richiederanno gli interventi infrastrutturali più significativi per sostenere la transizione energetica.