A Milano nel 2026 sono già stati registrati 35 giorni oltre i limiti di PM10 entro il 7 marzo, cioè il massimo consentito in un anno dalla vecchia normativa europea: in pratica più di un giorno su due con aria fuorilegge dall’inizio dell’anno. La nuova direttiva europea abbassa ulteriormente il limite a 18 giorni annui, rendendo ancora più evidente la gravità della situazione.

Secondo Roberto Boffi, pneumologo dell’Istituto nazionale dei tumori, gli effetti dell’inquinamento sono particolarmente rilevanti per bambini, anziani e persone fragili, ma studi recenti indicano una maggiore vulnerabilità nelle donne, con più frequenti sintomi respiratori come tosse, bronchite cronica ed enfisema, soprattutto per chi vive vicino a strade molto trafficate.

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Nonostante negli ultimi vent’anni le concentrazioni medie di polveri siano diminuite in Lombardia, i livelli restano ancora molto superiori a quelli considerati sicuri per la salute. Nel 2024, alla stessa data, i giorni oltre soglia erano stati 27, nel 2025 erano 25: nel 2026 sono già dieci in più.

La ricerca scientifica segnala inoltre possibili effetti di lungo periodo: un’esposizione prolungata all’inquinamento potrebbe provocare modifiche epigenetiche del DNA, potenzialmente trasmissibili alle generazioni successive.

Fonte: Corriere della Sera