Un’analisi a scala subcomunale per capire dove la mobilità sostenibile funziona meglio e dove invece restano forti criticità. È questo l’obiettivo del webinar organizzato da Kyoto Club e Clean Cities Italia per presentare il rapporto dedicato a Milano nell’ambito dello studio “Zone a transizione limitata e gap di mobilità sostenibile”, che analizza otto città italiane.
L’incontro, coordinato da Clementina Taliento di Kyoto Club, ha visto gli interventi di Marco Talluri (Kyoto Club – Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile), Claudio Magliulo (Clean Cities Italia), dell’assessora alla mobilità del Comune di Milano Arianna Censi, di Anna Gerometta (Cittadini per l’aria), di Roberta Righini (AMAT – Agenzia Mobilità Ambiente Territorio), Esther Marchetti (Transport and Environment) e Gaia Sgaramella di Fondazione Mobilità in città.
Un’analisi a scala di quartiere
Il rapporto introduce una novità metodologica: l’analisi non si ferma alla scala comunale ma scende a quella dei codici di avviamento postale (CAP), utilizzati come unità territoriale per confrontare diversi indicatori.
Come ha spiegato Marco Talluri, il lavoro si inserisce nelle attività dell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile, realizzato da Kyoto Club e Clean Cities Italia dal 2023, che monitora 18 città italiane attraverso dati, grafici e notizie provenienti da fonti ufficiali.
Per ciascuna zona sono stati analizzati tre ambiti principali:
- trasporto pubblico locale (numero di fermate e intensità delle corse)
- mobilità attiva (chilometri di piste ciclabili e aree pedonali)
- motorizzazione privata (numero di auto e presenza dei veicoli più inquinanti)
A questi indicatori si affiancano informazioni su reddito medio, densità abitativa, mobilità condivisa, percorrenze automobilistiche e qualità dell’aria.
I risultati mostrano chiaramente una polarizzazione territoriale: le zone centrali della città risultano generalmente meglio servite dal trasporto pubblico e dalle infrastrutture per la mobilità attiva, mentre le aree più periferiche presentano livelli più elevati di motorizzazione privata e minore accessibilità alle alternative sostenibili.
Mobilità e qualità dell’aria
Durante il webinar è stato richiamato anche il progetto Cambiamo aria, promosso da Kyoto Club, Clean Cities Italia e Associazione Medici per l’Ambiente, che monitora la qualità dell’aria in 27 città italiane confrontando i dati non solo con i limiti attuali ma anche con le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e con i nuovi valori previsti dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria.
Nel caso milanese, le mappe del biossido di azoto evidenziano come le concentrazioni più elevate seguano l’andamento delle principali direttrici di traffico, confermando il forte legame tra mobilità urbana e inquinamento atmosferico.
La lettura di Clean Cities
Claudio Magliulo ha sottolineato come il rapporto serva a superare una visione troppo semplificata delle politiche urbane, spesso ridotte al solo tema delle zone a traffico limitato nei centri storici.
Secondo Clean Cities, il nodo centrale è la necessità di ridurre la dipendenza dall’automobile privata offrendo alternative concrete e accessibili a tutti i cittadini. Questo richiede interventi più rapidi e coordinati tra livelli istituzionali diversi, perché le politiche locali da sole non bastano senza il supporto di regioni e governo nazionale, soprattutto per quanto riguarda il finanziamento del trasporto pubblico locale e il quadro normativo.
Le politiche del Comune di Milano
L’assessora Arianna Censi ha ricordato che l’obiettivo principale delle politiche milanesi è migliorare la qualità della vita e la salute dei cittadini, riducendo traffico, congestione e inquinamento.
Milano movimenta ogni giorno circa un milione e mezzo di passeggeri con il trasporto pubblico, che rappresenta il principale strumento per ridurre l’uso dell’automobile. Secondo l’assessora, dopo la pandemia non è diminuito tanto il numero di utenti del trasporto pubblico quanto la frequenza degli spostamenti, anche a causa della diffusione dello smart working.
Censi ha inoltre sottolineato la necessità di rafforzare il trasporto pubblico nell’area metropolitana, perché gran parte del traffico che entra in città proviene dai comuni esterni dove l’offerta di mobilità alternativa è più limitata.
I dati del Rapporto mobilità di AMAT
Roberta Righini ha presentato alcuni risultati del Rapporto annuale della mobilità di Milano. Uno dei dati più significativi riguarda la distribuzione degli spostamenti quotidiani: considerando l’intera giornata, la mobilità dolce (a piedi e in bicicletta) rappresenta la quota più elevata degli spostamenti urbani.
Milano dispone oggi di:
- 332 km di infrastrutture ciclabili
- una rete di 5 linee metropolitane e circa 140 linee di superficie tra bus, tram e filobus
- oltre 2 milioni di passeggeri al giorno sul trasporto pubblico.
Negli ultimi anni sono cresciute anche le aree pedonali, le zone 30 e le piazze aperte, mentre il tasso di motorizzazione resta molto più basso rispetto alla media nazionale, pur mostrando un leggero assestamento dopo il minimo registrato prima della pandemia.
Per quanto riguarda le politiche di regolazione del traffico, Area C continua a registrare un calo progressivo degli accessi, mentre in Area B gli ingressi restano più stabili ma cambia la composizione del parco veicolare, con una riduzione dei diesel e un aumento dei veicoli elettrici e ibridi.
Le richieste delle associazioni
Anna Gerometta ha riconosciuto l’efficacia di alcune politiche urbane milanesi nel ridurre le emissioni, ma ha sollecitato interventi più incisivi, in particolare sull’estensione degli orari delle zone a traffico limitato, sul rafforzamento delle corsie preferenziali del trasporto pubblico e sulla qualità delle infrastrutture ciclabili.
Secondo Cittadini per l’aria, accelerare queste misure sarebbe fondamentale per migliorare ulteriormente la qualità dell’aria e ridurre l’impatto sanitario dell’inquinamento atmosferico.
Il contesto europeo
Esther Marchetti ha infine richiamato il quadro europeo della decarbonizzazione dei trasporti. Il settore dei trasporti rappresenta circa un quarto delle emissioni di gas serra dell’Unione europea, e oltre il 70% proviene dal trasporto stradale.
Tra gli strumenti più efficaci per accelerare la transizione figurano, secondo Transport and Environment, le politiche sulle flotte aziendali, particolarmente rilevanti in una città come Milano dove si concentrano molte imprese e società di leasing.
Una sfida ancora aperta
Il webinar ha evidenziato come Milano abbia avviato politiche significative per promuovere la mobilità sostenibile, ma anche come restino forti differenze territoriali nell’accesso alle alternative all’auto privata.
L’analisi a scala di quartiere proposta dal rapporto Kyoto Club–Clean Cities offre quindi uno strumento utile per orientare le politiche future, con l’obiettivo di rendere la transizione della mobilità urbana più efficace, più rapida e più equa.
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