Il primo rapporto dell’Osservatorio ASAPS sui minori di 14 anni fotografa una realtà ancora troppo critica: nonostante i progressi degli ultimi decenni, la sicurezza stradale dei bambini resta una priorità irrisolta per le politiche di mobilità in Italia.
Un bilancio pesante: oltre 3.500 bambini morti dal 1991
L’analisi storica 1991–2024 evidenzia un dato drammatico: 3.560 bambini hanno perso la vita sulle strade italiane, con quasi 400 mila feriti.
Numeri che equivalgono alla popolazione di un piccolo comune e che restituiscono la dimensione sociale del fenomeno.
Il trend è in miglioramento rispetto agli anni ’90 (quando si registravano oltre 200 vittime l’anno), ma il calo è lento e insufficiente rispetto agli obiettivi europei.
2024: dati ancora preoccupanti
Nel 2024:
- 29 bambini deceduti
- 9.799 feriti
La maggior parte degli incidenti mortali avviene di giorno, segno che il rischio è strettamente legato alla mobilità quotidiana.
Particolarmente allarmante il dato sui più piccoli:
- 4 vittime sotto 1 anno
- 838 feriti nel primo anno di vita
Dove e come avvengono gli incidenti
Il rapporto evidenzia tre contesti principali:
- In auto (trasportati): 18 vittime e quasi 7.000 feriti
→ spesso legati a uso scorretto o assenza di seggiolini - Pedoni: 7 vittime, molti investiti sulle strisce
→ colpisce il fatto che avvengano anche con adulti presenti - Ciclisti: 4 vittime e oltre 1.200 feriti
→ forte incidenza in regioni come Lombardia ed Emilia-Romagna
Il quadro conferma che il rischio per i bambini riguarda tutte le modalità di spostamento, ma è fortemente influenzato dal comportamento degli adulti e dalla qualità dello spazio pubblico.
Un miglioramento troppo lento
Nel periodo 2018–2024 il calo dei decessi è stato solo del 18%, un dato considerato insufficiente rispetto agli obiettivi europei di sicurezza stradale.
Le proiezioni per il 2025 indicano già 29 vittime, in linea con il 2024: segnale di una stagnazione preoccupante.
Mobilità urbana e responsabilità degli adulti
Il rapporto è netto: quando muore un bambino sulla strada, la responsabilità è sempre di un adulto.
Per questo le azioni prioritarie richiamate da ASAPS riguardano:
- maggiore controllo e enforcement
- sicurezza davanti alle scuole (school streets)
- uso corretto dei sistemi di ritenuta
- accompagnamento sicuro
- educazione e consapevolezza
La sfida per le città: Vision Zero
L’obiettivo indicato è chiaro: Vision Zero, cioè zero vittime sulle strade.
Per l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile, questo implica un cambio di paradigma:
- progettazione urbana orientata alla sicurezza (Zone 30, traffic calming)
- riduzione delle velocità nei contesti urbani
- priorità a pedoni e ciclisti, in particolare bambini
- integrazione tra mobilità, salute e qualità dello spazio pubblico
Un tema centrale per la mobilità sostenibile
La sicurezza dei bambini rappresenta un indicatore chiave della qualità della mobilità urbana.
Città sicure per i più piccoli sono città più vivibili per tutti: meno traffico veloce, più spazio pubblico, maggiore equità.
Ridurre drasticamente questi numeri non è solo un obiettivo tecnico, ma una scelta politica e culturale.
