Le “Zone 30” stanno vivendo una fase di espansione in tutta Italia, passando da tema divisivo a scelta sempre più adottata: oltre 60 città, da Milano a Napoli, da Firenze a Bari, stanno introducendo o ampliando i limiti di velocità a 30 km/h, soprattutto nelle aree urbane più sensibili.
Anche grandi città come Roma e Bologna accelerano: la prima punta a estendere il modello a mille strade, mentre Bologna riattiva la “Città 30” su 258 km dopo le modifiche richieste dal Tar. Interventi simili sono in corso anche a Genova e Verona.
La spinta principale resta la sicurezza stradale: a 30 km/h lo spazio di arresto si dimezza rispetto ai 50 km/h e, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, aumenta drasticamente la probabilità di sopravvivenza in caso di investimento.

I dati rafforzano questa direzione: a Bologna, nel primo anno, incidenti -13%, morti -48,7% e feriti -11,1%. Su scala più ampia, nelle grandi città italiane si registra un calo dei decessi intorno al 20% tra 2023 e 2024.
Oltre alla sicurezza, emergono benefici ambientali: secondo Stefano Ciafani, le Zone 30 favoriscono una circolazione più fluida e contribuiscono alla riduzione dell’inquinamento urbano.
Non mancano però criticità e dibattito, tra vincoli normativi e risultati non sempre uniformi. Ma la direzione appare chiara: rallentare il traffico urbano per migliorare sicurezza, qualità dell’aria e vivibilità delle città.
Fonte: Corriere della Sera