Il report 2026 di TomTom evidenzia un aumento della congestione urbana a livello globale, con tempi medi di percorrenza in crescita in molte città europee. Un segnale che conferma come, nonostante alcune politiche di riequilibrio modale, la pressione sulla rete stradale resti elevata e fortemente legata alla dipendenza dall’auto privata.

Per l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile il dato è particolarmente rilevante perché mette in luce un nodo strutturale: senza un rafforzamento deciso del trasporto pubblico locale, dell’intermodalità e della mobilità attiva, i sistemi urbani rischiano di perdere efficienza e resilienza. La congestione non è solo un problema di traffico, ma un indicatore di squilibri territoriali e di offerta di mobilità.

Diventano quindi centrali le politiche di gestione della domanda: regolazione della sosta, Zone a traffico limitato, logistica urbana sostenibile e pianificazione integrata tra mobilità e uso del suolo. In assenza di queste misure, i miglioramenti registrati negli ultimi anni rischiano di rallentare, con impatti negativi su qualità dell’aria, tempi di vita e accessibilità urbana.

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