Lo studio “Compact Cities Electrified: The Benefits of Small Vehicles”, realizzato da Institute for Transportation and Development Policy e University of California Davis, propone una riflessione strategica sul futuro della mobilità urbana globale: non basta elettrificare il parco auto, occorre anche ridurre dimensioni e peso dei veicoli privati.
La ricerca confronta diversi scenari di evoluzione del trasporto urbano in grandi Paesi come Stati Uniti, India, Cina, Brasile, Messico e Indonesia, valutando gli effetti di tre variabili fondamentali: ripartizione modale, elettrificazione e dimensione dei veicoli.
Secondo gli autori, lo scenario più efficace combina:
- maggiore utilizzo di trasporto pubblico, bicicletta e mobilità pedonale;
- elettrificazione accelerata;
- diffusione di auto più compatte e leggere.
Lo studio evidenzia come i veicoli di grandi dimensioni comportino maggior consumo energetico, maggiore occupazione dello spazio urbano, incremento della domanda di materiali per batterie e impatti più elevati sulla sicurezza stradale. Al contrario, auto più piccole permettono di ridurre emissioni, costi infrastrutturali e pressione sullo spazio pubblico urbano.
L’analisi sottolinea inoltre che la sola transizione elettrica non è sufficiente a costruire città sostenibili. Per raggiungere obiettivi climatici e sanitari servono politiche integrate che favoriscano città compatte, trasporto collettivo e mobilità attiva.
Per molte città europee e italiane il messaggio è chiaro: la qualità urbana non dipende soltanto dal tipo di motorizzazione, ma anche dalla riduzione dell’ingombro e dell’intensità energetica dei veicoli privati.