Il Comune di Genova punta a riportare l’integrazione tariffaria tra bus e treno nella tratta urbana, superando l’attuale sistema a tre tariffe diverse: 1,70 euro per il treno, 2 euro per Amt e 2,20 euro per il titolo integrato. L’ipotesi è una partnership commerciale tra Amt e Trenitalia, senza ingresso della società ferroviaria nel capitale e senza mettere in discussione l’affidamento in house.

Il tema è emerso durante la commissione dedicata al piano di risanamento di Amt, una manovra da 110 milioni tra liquidità, crediti e operazioni immobiliari per riequilibrare i conti, evitare una procedura concorsuale e mantenere l’azienda pubblica. Il presidente Federico Berruti ha avvertito che, senza l’approvazione del piano nei tempi previsti, Amt non potrebbe proseguire.

Uno dei nodi riguarda il debito verso i fornitori, stimato in circa 30 milioni: il piano prevede il pagamento del 50% senza interessi in un’unica soluzione a gennaio 2027 e lo stralcio del restante 50%, con il consenso di almeno il 60% dei creditori. Per Trenitalia il debito complessivo è stato quantificato in 20 milioni: 5 milioni verrebbero pagati a gennaio 2027, mentre i restanti 15 sarebbero legati alla futura distribuzione di una parte degli utili di Amt.

Il vicesindaco Alessandro Terrile ha escluso ogni conversione del credito in capitale, parlando invece di un’alleanza commerciale e industriale necessaria per far dialogare gomma e ferro, soprattutto nel nodo urbano genovese. L’obiettivo è incentivare l’uso del treno nelle tratte cittadine, ad esempio da Voltri, alleggerendo il trasporto su gomma.

Il centrodestra ha contestato l’impostazione, sostenendo che Trenitalia potrebbe diventare un “socio occulto” in vista della scadenza dell’affidamento ad Amt nel 2029. La maggioranza respinge l’accusa e ribadisce che non è previsto alcun cambio nell’assetto societario.

Nel piano rientrano anche misure sul lavoro e sul servizio: prepensionamenti o esodi incentivati per circa 200 dipendenti tra luglio 2026 e dicembre 2027, smaltimento delle ferie arretrate, taglio degli straordinari dell’80%, più corsie preferenziali per aumentare la velocità commerciale e rafforzamento dei controlli. È prevista inoltre una riduzione temporanea dei chilometri prodotti nel 2027, con una risalita dal 2028.

La Regione dovrebbe contribuire con una legge da 40 milioni, considerata decisiva per dare ossigeno all’azienda. Le opposizioni si sono astenute in commissione, dichiarando sostegno al salvataggio di Amt ma chiedendo un progetto più ampio per il rilancio del trasporto pubblico regionale.

Fonte: la Repubblica