GTT accelera sulla transizione ecologica e punta a raggiungere entro la fine dell’anno una flotta composta per metà da autobus elettrici. Attualmente i mezzi a zero emissioni rappresentano già il 40% del totale, con 313 autobus elettrici entrati in servizio grazie agli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che hanno consentito di sostituire veicoli diesel più datati.

Uno dei simboli della trasformazione è il deposito del Gerbido, dove è stato inaugurato il nuovo impianto fotovoltaico entrato in funzione ad aprile. L’infrastruttura, installata sui tetti del deposito, ha una potenza di 570 kilowattora ed è collegata a 25 colonnine di ricarica capaci di alimentare contemporaneamente fino a 50 autobus elettrici. Nel deposito sono custoditi 79 mezzi elettrici.

Il sistema è stato affiancato anche da un impianto di accumulo da 4.500 kilowattora, che consente di immagazzinare l’energia prodotta durante il giorno e utilizzarla nelle ore notturne per la ricarica dei bus. Secondo il presidente di Gtt Antonio Fenoglio, la produzione annua stimata è di circa 800mila kilowattora, con un risparmio ambientale pari a circa 280 tonnellate di anidride carbonica evitate ogni anno.

Resta però centrale il nodo dei costi energetici. L’assessora ai Trasporti Chiara Foglietta ha spiegato che nel solo 2026 Gtt potrebbe affrontare tra 5 e 7 milioni di euro di costi aggiuntivi legati all’energia, anche a causa delle tensioni internazionali e dell’aumento dei prezzi dei carburanti. Per questo il Comune chiede interventi governativi per contenere i rincari.

Sul fronte del trasporto pubblico regionale resta inoltre aperta la questione della futura gara del trasporto extraurbano piemontese, articolata in otto lotti, mentre continua l’attesa per il finanziamento della linea 12, il progetto tranviario che prevede il riutilizzo della vecchia galleria Torino–Ceres. L’opera è attualmente bloccata dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime.

Fonte:  la Repubblica Torino