Il piano di risanamento di Amt Genova entra in una fase critica: senza il rispetto degli impegni, avverte il vice sindaco Alessandro Terrile, il rischio è un passo verso il fallimento. Da domani potrebbero fermarsi i servizi collinari in appalto in Val Bisagno, Valpolcevera e i drinbus di Levante e Ponente, dopo la protesta delle aziende aderenti ad Anav Liguria.
Il nodo riguarda i pagamenti: le società private chiedono almeno il saldo dello scaduto 2026, pari a circa 2 milioni di euro, mentre resta aperto anche il pregresso 2025, stimato in 3,5 milioni, che Amt vorrebbe pagare solo al 50% nell’ambito del piano di risanamento. I creditori non garantiti vantano complessivamente 28 milioni.
La sindaca Silvia Salis e Terrile chiedono “responsabilità” e sollecitano liquidità immediata. Il Comune è pronto a versare 5 milioni, la Città Metropolitana 700 mila euro, mentre mancano ancora i 15 milioni della Regione, legati all’aumento del contratto di servizio. L’approvazione definitiva del piano è attesa con l’omologa del Tribunale a settembre, ma senza risorse rapide il rischio è l’interruzione del servizio, aggravata dall’orario estivo che riduce le corse del 5% rispetto al 2025.
fonte: Repubblica