Un’analisi di Pillole di Tram, ripresa da Ambientenonsolo, mette in evidenza come il sistema di trasporto pubblico di Bologna sia influenzato dalla cosiddetta “coverage trap”, ovvero la tendenza a privilegiare la copertura geografica del territorio rispetto all’efficienza complessiva della rete. In questo modello si cerca di garantire un servizio a un numero molto elevato di quartieri e destinazioni, ma le risorse disponibili finiscono per essere distribuite su troppe linee, con il risultato di avere frequenze più basse, percorsi meno diretti e tempi di viaggio più lunghi.

Secondo l’analisi, una rete progettata principalmente per raggiungere il maggior numero possibile di aree rischia di diventare meno competitiva rispetto all’automobile, soprattutto sugli spostamenti quotidiani. Al contrario, numerose esperienze internazionali dimostrano che linee più semplici, dirette e frequenti sono in grado di attrarre più utenti e aumentare l’efficacia del trasporto collettivo. Per Bologna la sfida consiste quindi nel trovare un equilibrio tra accessibilità territoriale e qualità del servizio, valorizzando le future infrastrutture tranviarie e rafforzando i corridoi di mobilità a maggiore domanda. Una riflessione particolarmente attuale mentre la città investe nel potenziamento della propria rete di trasporto pubblico e nelle politiche di riduzione della dipendenza dall’auto privata.