La povertà dei trasporti è una nuova forma di esclusione sociale che colpisce chi non riesce a sostenere i costi della mobilità o vive in territori dove i servizi di trasporto sono insufficienti. Non riguarda solo gli spostamenti, ma limita l’accesso al lavoro, alla scuola, alla sanità e ad altri servizi essenziali.
Secondo il primo Green Paper del Transport Poverty Lab, in Italia oltre 7 milioni di persone vivono in aree scarsamente servite dal trasporto pubblico e circa 1,2 milioni di famiglie affrontano contemporaneamente bassi redditi e costi elevati per la mobilità. Il fenomeno è particolarmente marcato nel Mezzogiorno, dove la minore offerta di trasporto pubblico accentua le disuguaglianze territoriali.
L’analisi individua quattro principali forme di vulnerabilità: economica, territoriale, personale e assoluta, evidenziando come la povertà dei trasporti richieda politiche integrate che combinino il potenziamento del trasporto pubblico, tariffe più accessibili, servizi di mobilità condivisa e interventi mirati per le categorie più fragili. Garantire il diritto alla mobilità significa infatti favorire inclusione sociale, equità e sviluppo sostenibile.