La nuova pista ciclabile di via Catani a Prato è stata raccontata per anni attraverso una cifra rimasta quasi immutata nel dibattito pubblico: 817mila euro di fondi PNRR. Una cifra vera, ma ormai superata dagli atti amministrativi successivi. È questo il punto centrale dell’approfondimento pubblicato da Il Tempe, che ricostruisce l’evoluzione del progetto attraverso delibere, determine, quadro economico, gara d’appalto e variante in corso d’opera.

Gli 817mila euro risalgono infatti alla delibera di Giunta del 27 dicembre 2022, con cui veniva approvato il progetto definitivo-esecutivo dell’intervento su via Giuseppe Catani, uno dei sette lotti del pacchetto di ciclabili PNRR da 3,5 milioni di euro. Ma già pochi mesi dopo, il 5 maggio 2023, il progetto esecutivo ha aggiornato il quadro economico portandolo a 917.340 euro, con un incremento legato al Fondo per l’avvio delle opere indifferibili, previsto dalla legge di bilancio 2023 per far fronte all’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione.

Non si tratta quindi di uno sforamento né di un aggravio diretto per le casse comunali, ma di un contributo statale aggiuntivo legato al caro-materiali. Il problema, sottolinea l’articolo, è un altro: per oltre due anni la cifra originaria di 817mila euro ha continuato a circolare nella comunicazione pubblica e nella stampa locale, nonostante il quadro economico vigente fosse diverso.

La gara è stata aggiudicata nel settembre 2023 alla società Ing. Magnani S.r.l. di Lamporecchio, con un ribasso del 13,270%. L’importo di aggiudicazione è stato pari a 685.952,85 euro, a cui si aggiunge l’Iva al 10% per un contratto complessivo di 754.548,14 euro. Il ribasso d’asta, pari a circa 112.924 euro, non è però diventato un “tesoretto” liberamente riutilizzabile: resta accantonato nel quadro economico, secondo le regole previste per i finanziamenti PNRR.

La parte più interessante riguarda la variante approvata nel luglio 2025. Il progetto iniziale prevedeva una bike lane, cioè una corsia ciclabile su carreggiata. La variante ha invece introdotto una pista ciclabile in sede propria e protetta, accompagnata da interventi di riqualificazione urbana: più alberi, nuove siepi, depavimentazione di circa mille metri quadrati, attraversamenti pedonali rialzati e illuminati, stalli per biciclette e una centralina per il monitoraggio di aria e temperatura.

Nel dibattito pubblico questa modifica è stata raccontata soprattutto come il risultato dell’ascolto di residenti, commercianti e opposizione. Gli atti amministrativi, però, indicano anche un’altra ragione decisiva: l’entrata in vigore della legge 177/2024, che ha modificato il Codice della Strada stabilendo che la corsia ciclabile è ammessa solo quando non sia possibile realizzare una pista ciclabile. In una strada larga come via Catani, dunque, la bike lane non era più la soluzione praticabile.

Questo non significa che il confronto pubblico non abbia avuto un ruolo. La nuova versione del progetto contiene scelte migliorative che la legge non imponeva: alberature, verde, attraversamenti rialzati, illuminazione e monitoraggio ambientale. Ma la distinzione è importante: una cosa è dire che il progetto è cambiato solo per ascolto dei cittadini, un’altra è riconoscere che una modifica normativa ha imposto il superamento della bike lane e che, dentro quel cambiamento, l’amministrazione ha inserito ulteriori elementi di qualità urbana.

Un altro tema riguarda il costo dell’intervento. Se si considera solo la lunghezza della strada, circa 600 metri, il quadro economico da 917.340 euro porta a una stima superiore a 1,5 milioni di euro al chilometro. Una cifra che potrebbe essere usata in modo polemico per sostenere che si tratti di una ciclabile costosissima. Ma questa lettura sarebbe parziale.

L’intervento di via Catani non finanzia soltanto una pista ciclabile. Il computo metrico comprende il rifacimento di carreggiata, marciapiedi, cordonati, illuminazione pubblica, verde, opere stradali e sistemazioni urbane. Secondo la ricostruzione, si tratta di quasi diecimila metri quadrati di spazio pubblico interessato dai lavori. In questo caso la metrica più corretta non è il costo al chilometro, ma il costo al metro quadrato: circa 92 euro al metro quadrato considerando il quadro economico complessivo. Una cifra che, per una riqualificazione stradale integrata, appare molto diversa dalla narrazione della “ciclabile più cara”.

Il caso di via Catani mostra quanto sia fragile il dibattito pubblico sulla mobilità quando si ferma ai comunicati stampa o a numeri ripetuti senza verificare gli atti. Le piste ciclabili sono spesso al centro di polemiche politiche e mediatiche, ma per valutarle correttamente bisogna distinguere tra costo della sola infrastruttura ciclabile e costo di una riqualificazione complessiva dello spazio urbano.

Da questo punto di vista, la vicenda pratese contiene una lezione utile anche per altri Comuni. Le ciclabili realizzate con fondi PNRR non sono solo opere di mobilità dolce: spesso diventano occasioni per ridisegnare strade, ridurre asfalto, migliorare la sicurezza degli attraversamenti, aumentare il verde e rendere più vivibili gli spazi pubblici. Ma proprio per questo devono essere raccontate con dati corretti, distinguendo le diverse componenti dell’intervento.

Il punto non è negare il costo delle opere pubbliche, né sottrarle al controllo civico. Al contrario: il controllo è più efficace quando parte dai documenti, dai quadri economici, dai computi metrici e dalle determine. Solo così si può capire se una spesa è eccessiva, congrua o semplicemente mal raccontata.

La pista ciclabile di via Catani, quindi, non sembra essere lo scandalo di un’opera fuori scala. È piuttosto un caso emblematico di come un numero iniziale, gli 817mila euro, possa continuare a dominare il racconto pubblico anche quando gli atti ufficiali dicono altro. Ed è anche un promemoria: sulla mobilità sostenibile servono più trasparenza, più precisione e più capacità di leggere le trasformazioni urbane nel loro insieme.

Fonte: elaborazione da articolo de Il Tempe, “817mila euro”, e atti amministrativi del Comune di Prato richiamati nell’articolo. https://iltempe.substack.com/p/817mila-euro