Da oggi circa 850 autovelox dovranno essere disattivati in applicazione del nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che introduce una procedura uniforme per l’omologazione degli apparecchi di rilevazione della velocità. Il provvedimento, atteso da oltre trent’anni, distingue in modo netto tra semplice approvazione e omologazione, recependo l’orientamento espresso più volte dalla Cassazione.

Il decreto considera regolari 25 modelli successivi ad agosto 2017, corrispondenti a circa 3.150 dei 4.000 dispositivi presenti in Italia. Gli apparecchi più vecchi, invece, dovranno essere sottoposti a nuovi test e ottenere la necessaria omologazione prima di poter tornare in funzione. Sono previste anche la taratura iniziale e verifiche obbligatorie ogni dodici mesi.

Sul provvedimento interviene l’Anci, che attraverso Luigi Altamura, comandante della Polizia locale di Verona e referente dell’associazione, esprime una valutazione positiva ma accompagnata da una forte preoccupazione. La norma, sottolinea Altamura, era attesa da decenni e può finalmente garantire regole certe e uniformi. Tuttavia, lo spegnimento di centinaia di dispositivi non deve essere interpretato come un allentamento dei controlli, soprattutto alla vigilia dell’esodo estivo.

Per Anci il rischio è che passi il messaggio di un sostanziale “via libera” agli eccessi di velocità. Altamura richiama in particolare la situazione delle autostrade e ricorda che sulle strade italiane si continua a morire troppo. Particolare attenzione viene riservata ai 104 tutor autostradali compresi nell’elenco dei dispositivi più datati, anche se il Ministero precisa che sono già in corso le sostituzioni con apparecchi di terza generazione.

Una posizione analoga arriva dall’Associazione vittime incidenti stradali. Il presidente Domenico Musicco riconosce al decreto il merito di mettere fine al caos normativo sull’omologazione, ma ribadisce che il vero obiettivo deve restare la sicurezza. Gli autovelox non devono essere utilizzati come strumenti per fare cassa, ma allo stesso tempo non può essere indebolito il principio secondo cui i limiti di velocità e le regole della strada devono essere rispettati da tutti.

Il nuovo decreto prova dunque a ridurre il contenzioso e a rendere più trasparente il sistema dei controlli. Per Anci e associazioni delle vittime, però, la certezza delle procedure deve andare di pari passo con il mantenimento di controlli efficaci e con una comunicazione chiara: la disattivazione degli apparecchi non può diventare un arretramento nella prevenzione degli incidenti e nella tutela della vita sulle strade.

Fonte: la Repubblica