ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente esprime apprezzamento per le osservazioni formulate dal Comitato Torino Respira sulla proposta di modifica del Piano Regionale di Qualità dell’Aria del Piemonte, condividendone l’impostazione generale e le principali criticità.
L’inquinamento atmosferico rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio ambientale per la salute ed è associato a un aumento della mortalità prematura e delle patologie cardiovascolari, respiratorie, oncologiche e neurologiche, oltre che a effetti negativi sullo sviluppo dei bambini. I rischi sono particolarmente rilevanti per anziani, donne in gravidanza, persone con malattie croniche e altri soggetti vulnerabili.
Secondo ISDE, l’aggiornamento del Piano non dovrebbe limitarsi al rispetto degli attuali valori normativi, ma accompagnare il territorio verso gli obiettivi più stringenti previsti dalla Direttiva europea 2024/2881 per il 2030. Le misure adottate dovrebbero quindi essere fondate su solide evidenze scientifiche e accompagnate da una valutazione trasparente dei benefici sanitari attesi, in termini di riduzione di decessi prematuri, malattie, ricoveri e costi sociali e sanitari.
ISDE sottolinea inoltre che non esiste una soglia di esposizione agli inquinanti atmosferici completamente priva di rischi. È quindi necessario perseguire un miglioramento continuo della qualità dell’aria, intervenendo prioritariamente sulle emissioni alla fonte e applicando i principi di prevenzione e precauzione.
Le politiche relative a mobilità, energia, riscaldamento, agricoltura e pianificazione territoriale dovrebbero essere valutate anche per i loro effetti sulla salute, secondo l’approccio “Health in All Policies”. Alla luce di queste considerazioni, ISDE auspica che le osservazioni di Torino Respira siano recepite nel procedimento di approvazione del Piano, ponendo la tutela della salute dei cittadini al centro delle decisioni regionali.
Per chi vuole approfondire: https://www.isdenews.it/qualita-dellaria-in-piemonte-isde-italia-il-nuovo-piano-metta-la-tutela-della-salute-al-primo-posto