I dati aggiornati a fine giugno 2026 del progetto Cambiamo Aria – Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane, promosso da ISDE Italia insieme all’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e alla Clean Cities Campaign, confermano una situazione ancora critica per la qualità dell’aria urbana.Il monitoraggio confronta i dati delle stazioni delle Agenzie regionali per la protezione ambientale con i limiti attualmente vigenti, con quelli più restrittivi stabiliti dalla Direttiva europea 2024/2881 per il 2030 e con i valori raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità.
Per il PM10, Milano, Verona e Modena hanno già raggiunto o superato nei primi mesi dell’anno il numero massimo di giornate oltre il limite consentito dalla normativa attuale. Tredici delle 27 città monitorate hanno inoltre già oltrepassato il numero di superamenti che sarà ammesso dal 2030.
Ancora più diffusa è la criticità relativa al PM2,5. Padova, Milano, Torino, Modena, Parma, Brescia e Verona hanno registrato decine di giornate oltre la futura soglia europea. Il confronto con le indicazioni dell’OMS mostra una distanza ancora maggiore: nessuna città monitorata presenta livelli pienamente compatibili con le raccomandazioni sanitarie.
Il biossido di azoto, legato soprattutto al traffico motorizzato, raggiunge i valori più elevati nelle stazioni urbane di Palermo, Genova, Napoli e Torino. In alcune città portuali alle emissioni stradali può aggiungersi il contributo del traffico navale.
Con l’arrivo della stagione estiva cresce anche l’ozono troposferico. Torino, Bergamo e Vicenza hanno già superato il numero di giornate che sarà consentito nell’intero anno a partire dal 2030.
Il quadro dimostra che il rispetto dei limiti oggi in vigore non equivale necessariamente alla piena protezione della salute. Occorre accelerare le politiche urbane per ridurre il traffico automobilistico e l’uso dei combustibili fossili, rafforzando il trasporto pubblico, la mobilità attiva, le zone a basse emissioni, l’efficienza energetica degli edifici e la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Il 2030 non può essere considerato soltanto una scadenza normativa: gli interventi necessari per avvicinare le città italiane ai nuovi standard europei e alle indicazioni dell’OMS devono iniziare subito.
MONITORAGGIO QUALITA’ DELL’ARIA 2026
- DATI RIEPILOGATIVI – PM10 – PM10 confr.25/26 – PM2,5 – PM2,5 confr.25/26 – NO2 – NO2 confr 25/26 – Medie – Superamenti – Ozono (Dir.UE) – Ozono (LG Oms)
- CONFRONTO 2025-2026 (PM10. PM2.5, NO2) – Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pescara, Prato, Reggio Calabria, Roma, Terni, Torino, Trento, Trieste,Venezia, Verona, Vicenza
- PM10 – Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pescara, Prato, Reggio Calabria, Roma, Terni, Torino, Trento, Trieste, Venezia, Verona, Vicenza
- PM2,5 – Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pescara, Prato, Reggio Calabria, Roma, Terni, Torino, Trento, Trieste, Venezia, Verona, Vicenza
- NO2 – Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pescara, Prato, Reggio Calabria, Roma, Terni, Torino, Trento, Trieste, Venezia, Verona, Vicenza
- Ozono – Ancona – Bari – Bergamo – Brescia – Cagliari – Catania – Firenze – Genova – Messina – Milano – Napoli – Padova – Palermo – Pescara – Reggio Calabria – Roma – Terni – Torino – Trento – Trieste – Venezia – Verona – Vicenza
[nel comune di Prato non ci sono stazioni di monitoraggio dell’ozono]