Bologna, tutti gli autovelox restano in funzione: il decreto non ferma i ricorsi
A Bologna tutti i sette autovelox comunali e quelli gestiti dalla Città metropolitana restano regolarmente in funzione. Gli apparecchi installati sulle strade cittadine rientrano infatti tra i 25 modelli inseriti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’elenco di quelli considerati conformi ai nuovi criteri introdotti dal decreto entrato in vigore il 12 luglio, evitando così lo spegnimento che ha interessato circa 850 dispositivi in tutta Italia.
Il provvedimento punta a superare il contenzioso sull’omologazione degli autovelox, distinguendo i modelli autorizzati a continuare l’attività sanzionatoria. Tuttavia, secondo l’avvocato Emanuele Dalla Palma, presidente dell’associazione Miglior Tutela, il decreto non risolve il nodo giuridico evidenziato dalla Cassazione: l’omologazione metrologico-legale richiederebbe infatti una procedura certificativa diversa, di competenza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e non può essere sostituita da un’elencazione ministeriale o avere effetti retroattivi. Per questo, sostiene l’associazione, i ricorsi contro le multe continueranno anche a Bologna.
Secondo i dati del Codacons, tra il 2021 e il 2025 Bologna ha incassato circa 29,9 milioni di euro dalle sanzioni rilevate dagli autovelox, quarta città italiana dopo Firenze (86,1 milioni), Milano (52,1 milioni) e Genova (30 milioni).
Fonte: la Repubblica Bologna.A Bologna tutti i sette autovelox comunali e quelli gestiti dalla Città metropolitana restano regolarmente in funzione. Gli apparecchi installati sulle strade cittadine rientrano infatti tra i 25 modelli inseriti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’elenco di quelli considerati conformi ai nuovi criteri introdotti dal decreto entrato in vigore il 12 luglio, evitando così lo spegnimento che ha interessato circa 850 dispositivi in tutta Italia.
Il provvedimento punta a superare il contenzioso sull’omologazione degli autovelox, distinguendo i modelli autorizzati a continuare l’attività sanzionatoria. Tuttavia, secondo l’avvocato Emanuele Dalla Palma, presidente dell’associazione Miglior Tutela, il decreto non risolve il nodo giuridico evidenziato dalla Cassazione: l’omologazione metrologico-legale richiederebbe infatti una procedura certificativa diversa, di competenza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e non può essere sostituita da un’elencazione ministeriale o avere effetti retroattivi. Per questo, sostiene l’associazione, i ricorsi contro le multe continueranno anche a Bologna.
Secondo i dati del Codacons, tra il 2021 e il 2025 Bologna ha incassato circa 29,9 milioni di euro dalle sanzioni rilevate dagli autovelox, quarta città italiana dopo Firenze (86,1 milioni), Milano (52,1 milioni) e Genova (30 milioni).
Fonte: la Repubblica Bologna.