Il Corriere della Sera ospita due punti di vista sul nuovo decreto sugli autovelox.
Da un lato, Luca Studer, docente del Politecnico di Milano, osserva che gli autovelox sono efficaci soprattutto sulle strade extraurbane, mentre nei centri urbani la sicurezza dipende da un insieme di interventi. Ritiene poco realistico riempire le città di rilevatori e sostiene che sia più utile investire nella moderazione del traffico, nella riqualificazione dello spazio urbano, nelle piste ciclabili integrate con il trasporto pubblico e nelle nuove tecnologie di assistenza alla guida. In prospettiva, aggiunge, anche la guida autonoma potrà contribuire a ridurre gli incidenti.
Di segno diverso la posizione di Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, presidente onoraria dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada. Pur riconoscendo la necessità di regole chiare sull’omologazione dei dispositivi, sottolinea che gli autovelox non servono a fare cassa ma a prevenire gli incidenti e a salvare vite umane. Secondo l’associazione, i controlli devono essere effettuati direttamente sulle strade e accompagnati da un forte impegno delle istituzioni nell’educazione stradale e nel rispetto delle norme, con l’obiettivo di ridurre drasticamente il numero delle vittime.
Fonte: Corriere della Sera.