Con l’entrata in vigore delle nuove regole sugli autovelox, la Rete Italiana Mobilità Equa (RIME) richiama l’attenzione sulla necessità di superare definitivamente la narrazione che presenta i controlli della velocità come uno strumento finalizzato soprattutto a colpire economicamente gli automobilisti. La chiarezza tecnica e normativa sugli apparecchi è indispensabile, ma non deve tradursi in un indebolimento della loro funzione preventiva.

Secondo RIME, raccontare gli autovelox quasi esclusivamente attraverso il numero delle multe e degli incassi contribuisce a consolidare una cultura sbagliata della sicurezza stradale. I controlli, infatti, modificano i comportamenti prima che si verifichino gli incidenti, riducendo velocità e rischio. L’insicurezza stradale produce costi molto più elevati delle sanzioni: morti, feriti, sofferenze per le famiglie e rilevanti conseguenze economiche e sociali per l’intera collettività.

La rete chiede quindi che l’efficacia dei controlli non venga misurata in base alle entrate generate, ma attraverso il rispetto delle regole, la riduzione degli incidenti e il numero di vite salvate. Una mobilità più sicura è anche più accessibile, affidabile ed efficiente, perché consente a tutte le persone di muoversi senza essere esposte a rischi evitabili.

RIME invita inoltre le istituzioni a utilizzare lo stesso approccio nella futura riscrittura del Codice della strada, coinvolgendo le associazioni impegnate nella sicurezza stradale, nella mobilità attiva, nel trasporto pubblico e nella qualità dello spazio urbano. L’obiettivo deve essere quello della “Vision Zero”, cioè la progressiva eliminazione di morti e feriti gravi sulle strade. L’Italia, sottolinea la rete, dispone già delle conoscenze e delle tecnologie necessarie, ma procede ancora troppo lentamente rispetto ad altri Paesi europei.

RIME riunisce oltre trenta associazioni e organizzazioni, tra cui realtà delle vittime della strada, della mobilità ciclistica e pedonale, del trasporto pubblico e dell’ambientalismo, fra le quali Clean Cities Italia, Kyoto Club, FIAB, Legambiente, Associazione Lorenzo Guarnieri e Fondazione Michele Scarponi.