Dopo 34 anni di attesa, è arrivato il decreto ministeriale che disciplina l’omologazione degli strumenti per il controllo della velocità. Il provvedimento punta a superare il contenzioso nato dopo le pronunce della Cassazione, secondo cui approvazione e omologazione sono procedure distinte e non equivalenti, principio che negli ultimi due anni ha portato all’annullamento di numerose sanzioni.

Il decreto contiene sette articoli e due allegati. L’Allegato A stabilisce i requisiti tecnici per l’omologazione dei prototipi, le modalità di taratura iniziale e periodica e le verifiche di funzionalità. I dispositivi che non superano i controlli non possono essere utilizzati fino al ripristino della conformità. Sono inoltre previste verifiche sulla produzione da parte di organismi accreditati e autorizzati dal Ministero.

Particolare rilievo assume l’Allegato B, che elenca 25 modelli già approvati e considerati omologati d’ufficio: tra questi Tutor 3.0, Vergilius Plus, Autovelox 106, Telelaser Truspeed e Velocar Red&Speed. Questi strumenti possono continuare a funzionare senza ulteriori procedure. Gli apparecchi esclusi dall’elenco, stimati in circa il 30% dei quasi 4.000 dispositivi censiti in Italia, dovranno invece essere temporaneamente disattivati in attesa dell’omologazione.

Il decreto introduce anche maggiori garanzie sotto il profilo tecnico e giuridico: immagini e dati dovranno essere crittografati e firmati digitalmente, assicurando integrità, tracciabilità e non alterabilità delle prove. Secondo Luigi Altamura dell’Ufficio studi ASAPS, il provvedimento dovrebbe contribuire a chiarire il quadro normativo, anche se sono già annunciati nuovi ricorsi. Resta centrale la funzione preventiva degli autovelox, strumenti che, soprattutto nei tratti più pericolosi, contribuiscono a ridurre la velocità e a salvare vite.