L’Unione europea è ancora lontana dagli obiettivi di dimezzamento delle vittime della strada entro il 2030. A evidenziarlo sono i risultati di Trendline, il progetto europeo che ha analizzato i principali indicatori di prestazione della sicurezza stradale nei diversi Stati membri.
Una delle criticità maggiori riguarda il mancato rispetto dei limiti di velocità, soprattutto sulle strade urbane, dove in numerosi Paesi meno della metà dei conducenti viaggia entro i limiti consentiti. Una condizione che aumenta sensibilmente il rischio di incidenti gravi per pedoni, ciclisti e utilizzatori della micromobilità.
Il quadro mostra inoltre forti differenze nell’uso delle cinture sui sedili posteriori, nel corretto impiego dei sistemi di ritenuta per bambini e nell’utilizzo del casco da parte dei ciclisti. Più elevata risulta invece la diffusione del casco tra i motociclisti.
Nonostante una conformità alle norme sull’alcol alla guida stimata intorno al 98%, la quota restante corrisponde a circa cinque milioni di conducenti potenzialmente pericolosi. Nel 2024 gli incidenti stradali hanno causato 19.940 vittime nell’Unione europea, confermando la necessità di rafforzare controlli, moderazione della velocità e progettazione sicura delle strade.
Fonte: Ambientenonsolo