La futura stazione AV Belfiore e il passante ferroviario dell’Alta Velocità rappresentano una delle più importanti trasformazioni infrastrutturali e urbanistiche previste per Firenze. È questo il tema al centro dell’incontro pubblico promosso da Ecolò (AVS) alla Biblioteca delle Oblate, che ha riunito amministratori, tecnici, università e ordini professionali per discutere non solo dell’opera ferroviaria, ma soprattutto del rapporto tra la nuova stazione, la città e il sistema della mobilità metropolitana.
L’elemento condiviso da molti interventi è che Belfiore non può essere considerata soltanto una stazione AV, ma deve diventare un vero nodo urbano integrato, capace di migliorare l’accessibilità, rafforzare il trasporto pubblico e favorire la rigenerazione delle aree circostanti.
La sindaca Sara Funaro ha ricordato che, pur essendo ormai definito il tracciato ferroviario, restano ancora aperte le decisioni relative agli spazi di superficie. Secondo il Comune è necessario avviare un percorso partecipativo per progettare un nuovo quartiere che integri servizi pubblici, mobilità sostenibile e funzioni urbane, con particolare attenzione ai collegamenti metropolitani e ai pendolari.
Dal punto di vista trasportistico, gli ingegneri hanno evidenziato come il completamento del passante consentirà di liberare capacità sulla rete ferroviaria esistente, aumentando i servizi regionali e metropolitani. Le stime illustrate prevedono infatti un incremento dei treni regionali dagli attuali 414 a circa 616 al giorno, mentre sulla nuova infrastruttura AV transiteranno 269 treni quotidiani.
Uno dei temi più dibattuti riguarda il collegamento tra la nuova stazione Belfiore e Santa Maria Novella, separate da circa un chilometro. Diversi relatori hanno espresso forti perplessità sull’ipotesi del People Mover, ritenuto costoso, poco flessibile e penalizzante perché richiederebbe ai passeggeri di uscire dal sistema ferroviario. Tra le alternative proposte figurano percorsi pedonali attrezzati con tapis roulant, collegamenti ferroviari integrati e servizi navetta inclusi nel titolo di viaggio.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al ruolo della futura fermata ferroviaria Circondaria, considerata strategica per trasformare Belfiore nella vera stazione dell’Alta Velocità della Toscana centrale. Secondo i promotori dell’incontro, tutti i treni regionali dovrebbero fermare a Circondaria, consentendo collegamenti frequenti tra Belfiore e Santa Maria Novella e riducendo la necessità di infrastrutture dedicate come il People Mover.
Sul fronte urbanistico, il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze ha illustrato le opportunità di rigenerazione delle vaste aree ferroviarie limitrofe, tra cui l’ex mercato del bestiame, gli ex macelli, l’area della Squadra Rialzo e il Romito. È stata inoltre rilanciata la proposta della Green Line, un corridoio verde ciclopedonale tra Rifredi e Belfiore ispirato alla High Line di New York, destinato a ricucire quartieri oggi separati dall’infrastruttura ferroviaria.
La professoressa Camilla Perrone ha sottolineato il rischio che la nuova stazione diventi un’enclave dedicata esclusivamente ai flussi dell’Alta Velocità, sostenendo invece la necessità di un’infrastruttura capace di integrarsi con il quartiere e di funzionare contemporaneamente su scala europea, regionale e locale.
Nel confronto con l’amministrazione comunale, l’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio ha confermato che sono ancora da definire gli accessi stradali, i collegamenti con Santa Maria Novella e l’assetto delle aree circostanti. Il Comune ha riaperto il confronto con RFI e Regione, valutando una navetta a guida autonoma e chiedendo l’inserimento della Green Line nella progettazione complessiva. È stata invece esclusa la possibilità di utilizzare la tramvia come collegamento principale tra le due stazioni, ritenendo la linea già prossima alla saturazione.
Tra le questioni ancora aperte emergono anche il costo del futuro collegamento tra Belfiore e Santa Maria Novella, che secondo i promotori dovrebbe essere gratuito o compreso nel biglietto ferroviario, e il ruolo della rete tramviaria, chiamata comunque a integrarsi con la nuova stazione attraverso futuri collegamenti diretti.
L’incontro ha evidenziato come la realizzazione della stazione Belfiore richieda ormai una visione che vada oltre la sola infrastruttura ferroviaria, affrontando in modo coordinato mobilità, rigenerazione urbana, accessibilità e qualità dello spazio pubblico, affinché il nuovo nodo AV diventi un elemento di connessione e non una barriera tra i quartieri della città.
Fonte: Il Reporter – resoconto dell’incontro pubblico “Firenze e il nodo AV: quale città intorno alla nuova stazione Belfiore”.