A Milano la crescita della rete ciclabile non è sufficiente, da sola, a trasformare il modo in cui ci si muove in città. È il messaggio che emerge dal confronto raccolto dal Corriere della Sera con Giulia Biscaro, componente della Consulta per la Mobilità, ed Emilio Guastamacchia, del Politecnico di Milano. Negli ultimi anni i percorsi ciclabili sono aumentati sensibilmente, passando dai circa 49 chilometri realizzati tra il 2020 e il 2025 a una rete complessiva di circa 336 chilometri, ma secondo gli esperti manca ancora un disegno urbano organico capace di accompagnare la crescita delle infrastrutture.

Biscaro sottolinea che non è sufficiente costruire piste ciclabili se contemporaneamente non si riduce il numero delle automobili e non si interviene sulla qualità complessiva dello spazio pubblico. A Milano, osserva, esistono ancora molti interventi frammentari, spesso privi di continuità, che rendono difficile percepire la bicicletta come una reale alternativa all’auto. Il confronto con città come Copenhagen e Parigi evidenzia inoltre l’assenza di una strategia strutturata e di lungo periodo.

Secondo Guastamacchia, la priorità è superare la conflittualità tra automobilisti, ciclisti e pedoni. Le ciclabili devono essere inserite in una trasformazione più ampia della città, accompagnata da misure per ridurre il traffico, moderare le velocità e rendere più sicuri gli attraversamenti. Anche la rete dei trasporti pubblici e la possibilità di combinare più modalità di spostamento hanno un ruolo decisivo.

Il tema sarà al centro anche della Settimana europea della mobilità urbana: dal 16 al 22 settembre Milano ospiterà iniziative dedicate alla mobilità sostenibile, con l’obiettivo di promuovere un cambiamento non soltanto infrastrutturale, ma soprattutto culturale.

Fonte: Corriere della Sera, 31 agosto 2026.