La realizzazione del BRT di Bari deve essere accompagnata da una comunicazione pubblica più efficace, trasparente e concreta. È la tesi sostenuta da Ettore Chiurazzi in un intervento sul Corriere della Sera, che richiama l’esperienza di Nantes, dove il sistema funziona dal 2006 ed è stato accompagnato da consultazioni pubbliche, informazioni puntuali sui cantieri e rendicontazione dei risultati.

Secondo Chiurazzi, a Bari sarebbe mancata finora una comunicazione capace di spiegare soprattutto i vantaggi concreti del BRT. Il progetto punta a trasportare 15,8 milioni di passeggeri l’anno e a sottrarre al traffico fino a 6 milioni di veicoli, ma questi numeri sarebbero rimasti prevalentemente nei comunicati. L’autore propone di comunicare anche i tempi di percorrenza comparati tra auto e BRT, pubblicare un cronoprogramma aggiornato dei cantieri e rendere pubblici gli impegni assunti nei confronti dei residenti, compresi quelli sul ripristino degli alberi abbattuti.

Viene inoltre sollevata una questione tecnica: a Bari le corsie del BRT sono in gran parte evidenziate dall’asfalto rosso e dalle telecamere anti-invasione, senza cordoli fisici. Chiurazzi richiama studi secondo cui corsie maggiormente separate dal traffico potrebbero garantire migliori prestazioni.

Il punto decisivo resta però la capacità del nuovo servizio di convincere gli automobilisti a lasciare l’auto. Per riuscirci, conclude l’intervento, non basta promettere di ridurre lo spazio destinato alle vetture private: occorre garantire efficienza e affidabilità del trasporto pubblico e costruire consenso attraverso una comunicazione istituzionale che informi i cittadini anziché limitarsi a promuovere il progetto.

Fonte: Corriere della Sera, intervento di Ettore Chiurazzi.