Il rapporto Istat “Ambiente urbano – Anno 2024”, diffuso il 9 settembre 2026, restituisce una fotografia in chiaroscuro della mobilità nei 109 Comuni capoluogo italiani. Crescono le infrastrutture per il trasporto rapido di massa, continua ad ampliarsi la rete ciclabile e accelera il rinnovo delle flotte autobus, ma l’utilizzo del trasporto pubblico resta ancora inferiore ai livelli precedenti alla pandemia e persistono forti differenze territoriali tra Centro-Nord e Mezzogiorno.

Sul fronte delle infrastrutture a impianti fissi, nel 2024 torna a crescere soprattutto la rete metropolitana, che raggiunge complessivamente 212,3 km, con un incremento del 7,3% rispetto al 2023. Aumenta anche l’estensione delle filovie, arrivata a 305,3 km (+4,2%), mentre la rete tranviaria resta sostanzialmente stabile a 360,8 km (-0,5%).

L’85% di queste infrastrutture è concentrato nei capoluoghi metropolitani. Milano presenta la maggiore densità di rete tranviaria, con 105,5 km ogni 100 km² di superficie urbanizzata, mentre per le filovie spiccano Cagliari e Bologna. Anche per la metropolitana Milano è nettamente in testa, con 58,5 km ogni 100 km², seguita da Napoli con 23.

Piste ciclabili oltre quota 6 mila chilometri

Continua anche l’espansione della rete ciclabile urbana. Nel 2024 le piste ciclabili superano complessivamente i 6.000 km, crescendo del 5,6% in un solo anno e del 28,8% rispetto al 2019.

Tre capoluoghi su quattro dispongono ormai di almeno 10 km di piste ciclabili, mentre nel 2019 erano due su tre. La densità media nazionale raggiunge i 31,3 km ogni 100 km² e sale a 48,3 km nei capoluoghi metropolitani.

Resta però molto forte il divario territoriale. Nel Nord si contano mediamente 74 km di piste ciclabili ogni 100 km², contro 19,4 nel Centro e appena 7,7 nel Mezzogiorno. Proprio le città meridionali mostrano tuttavia il ritmo di crescita maggiore nell’ultimo anno, pari al +10,1%.

Quasi metà degli autobus è ormai a basse emissioni

Il rinnovo delle flotte rappresenta uno dei cambiamenti più significativi evidenziati dall’Istat. Gli autobus costituiscono in media il 56,9% dell’offerta complessiva di TPL nei capoluoghi e in quattro città su cinque superano il 90% del servizio.

Nel 2024 la quota di autobus classificati dall’Istat come a basse emissioni – elettrici, ibridi oppure alimentati a metano o Gpl – raggiunge il 48,4% del totale, con un aumento di 8,1 punti percentuali rispetto al 2023 e di 16,8 punti rispetto al 2019.

Il dato sale al 63,8% nei capoluoghi del Nord-est, mentre resta più basso nel Nord-ovest, al 42,5%, e nel Mezzogiorno, al 39,5%.

Tra i capoluoghi metropolitani, Bologna e Bari superano il 75% di autobus a basse emissioni, mentre Venezia, Roma e Catania oltrepassano il 50%. Genova, Firenze e Reggio Calabria si collocano invece molto al di sotto della media.

La trasformazione più veloce riguarda i veicoli elettrici e ibridi, aumentati del 54,9% in un anno. Gli autobus a gas crescono invece del 9,7% e restano più numerosi: costituiscono il 29,9% delle flotte contro il 18,4% degli elettrici e ibridi.

Nonostante il rinnovamento, rimane significativa la presenza di autobus anziani. Gli Euro 5 rappresentano ancora il 26,5% della flotta e i veicoli Euro 4 o precedenti il 12,5%; nelle città del Sud quest’ultima quota raggiunge il 22%.

TPL: cresce l’offerta, ma il Mezzogiorno resta indietro

Nel complesso, nel 2024 i servizi di trasporto pubblico locale hanno prodotto 4.699 posti-km per abitante, il 2% in più rispetto al 2023. Il livello è però sostanzialmente analogo a quello del 2021, segnale – osserva Istat – di una stabilizzazione dell’offerta dopo il rapido recupero post-pandemico.

Negli ultimi due anni è cresciuta soprattutto l’offerta nelle città del Mezzogiorno, con un aumento del 13,2%, mentre nello stesso periodo si registra una diminuzione del 2,5% al Centro e dell’1,3% al Nord.

Il divario resta comunque molto ampio: 5.979 posti-km per abitante al Nord, 5.263 al Centro e appena 2.240 nel Mezzogiorno.

Milano si conferma la città con la maggiore offerta di TPL, con 16.374 posti-km per abitante, seguita da Venezia con 9.950, Roma con 7.293 e Firenze con 7.072.

Passeggeri ancora sotto il 2019

Più problematica è la dinamica della domanda. Nel 2024 i passeggeri del TPL nei capoluoghi raggiungono in media 176,4 per abitante.

Dopo il forte recupero del 2022 e del 2023, la crescita rallenta al +3,8% nel 2024. Il numero di passeggeri resta ancora dell’8,2% inferiore rispetto al 2019.

Il ritardo riguarda soprattutto i capoluoghi metropolitani, ancora a -9,4% rispetto al periodo pre-pandemico, mentre negli altri capoluoghi il recupero è quasi completo (-2,3%).

Anche in questo caso emerge un fortissimo squilibrio geografico: 237,9 passeggeri per abitante al Nord e 204,9 al Centro contro appena 56,6 nel Mezzogiorno.

Sharing mobility: più bici e auto, meno monopattini

Il rapporto registra anche una trasformazione dell’offerta di mobilità condivisa.

Per il terzo anno consecutivo diminuisce la disponibilità di monopattini elettrici in sharing, scesa a 24,5 mezzi ogni 10 mila abitanti, contro 25,5 nel 2023. Il servizio è presente in 40 capoluoghi. Roma dispone della flotta più numerosa, con 13.500 monopattini, mentre Pisa registra la maggiore offerta in rapporto alla popolazione.

In forte contrazione anche lo scooter sharing, più che dimezzato rispetto al 2022.

Torna invece a crescere il bike sharing, disponibile in 65 capoluoghi con 25,1 biciclette ogni 10 mila abitanti, contro 23,5 dell’anno precedente. Le città con la maggiore dotazione sono Firenze, Milano, Padova e Bologna.

Cresce leggermente anche il car sharing, presente in 35 città con 4,9 veicoli ogni 10 mila abitanti. Circa un’auto condivisa su due è ormai a basse emissioni, contro poco più di una su quattro nel 2019.

Quasi 16 mila punti di ricarica per i veicoli elettrici

Un ulteriore indicatore della trasformazione della mobilità urbana riguarda l’infrastruttura di ricarica elettrica. Nel 2024 nei capoluoghi risultano in esercizio quasi 16 mila punti di ricarica, distribuiti in circa 8 mila stazioni.

In un solo anno i punti di ricarica sono aumentati del 36,1%, mentre le stazioni sono cresciute del 28,5%. La dotazione media è pari a 0,9 punti di ricarica ogni mille abitanti.

Nel complesso il rapporto Istat mostra quindi un sistema urbano in trasformazione: aumentano infrastrutture e mezzi a minore impatto ambientale, ma resta ancora aperto il nodo decisivo della capacità del trasporto pubblico di recuperare pienamente la domanda e di ridurre gli squilibri territoriali tra le città italiane.

Fonte: Istat, Ambiente urbano – Anno 2024, 9 settembre 2026.