I nuovi grafici dell’Osservatorio della Mobilità Urbana Sostenibile, elaborati su dati ISTAT, permettono di approfondire anche il ruolo dei veicoli commerciali leggeri, una componente sempre più importante della mobilità urbana e della distribuzione delle merci.

Tra il 2021 e il 2023 il numero medio di veicoli commerciali leggeri circolanti diminuisce da 3.389.777 a 3.232.622, con una riduzione di circa il 4,6%.

Nello stesso periodo, però, cresce la percorrenza media per veicolo: da 14.245 a 14.828 chilometri l’anno. Si tratta quindi di un parco numericamente più contenuto, ma mediamente più utilizzato.

È proprio questo uno degli aspetti che i nuovi grafici dell’Osservatorio consentono di mettere meglio in evidenza: per comprendere l’impatto della mobilità delle merci non basta conoscere quanti veicoli circolano, ma occorre osservare anche quanto vengono effettivamente utilizzati.

Il diesel continua a dominare

Nel 2023 il 90,1% dei veicoli commerciali leggeri circolanti è alimentato a gasolio.

Se si guarda alle percorrenze, il peso del diesel aumenta ulteriormente: il 91,2% dei veicoli-chilometro dei veicoli commerciali leggeri è effettuato con mezzi a gasolio.

Le alimentazioni elettriche rappresentano ancora una quota molto limitata sia del parco sia dei chilometri percorsi.

Per la logistica urbana la transizione verso veicoli a zero emissioni appare quindi ancora in una fase iniziale.

Quasi sei mezzi su dieci hanno almeno dieci anni

I nuovi grafici dell’Osservatorio mostrano anche un parco commerciale leggero piuttosto anziano.

L’età media passa da 11,9 anni nel 2021 a 12,4 nel 2023.

Nel 2023 il 21,6% dei mezzi ha fino a cinque anni e un altro 21,6% tra cinque e nove anni. Il 34,9% ha tra 10 e 19 anni e il 21,8% almeno vent’anni.

Complessivamente, quindi, il 56,7% dei veicoli commerciali leggeri ha almeno dieci anni.

Anche la composizione per classi emissive conferma la lentezza del ricambio: gli Euro 5 rappresentano il 16,8% del parco e gli Euro 6 il 26,5%.

La sfida della logistica urbana

Questi dati indicano che la riduzione delle emissioni della distribuzione urbana delle merci non può dipendere soltanto dalla sostituzione dei veicoli.

Occorre intervenire anche sull’organizzazione delle consegne, favorendo consolidamento dei carichi, hub di prossimità, cargo bike, elettrificazione dell’ultimo miglio e una migliore regolazione degli accessi urbani.

I nuovi grafici dell’Osservatorio consentono così di seguire non solo la consistenza del parco, ma anche la sua intensità d’uso, l’età e le caratteristiche ambientali.

Fonte: elaborazioni Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile su dati ISTAT.