Euromobility critica l’ipotesi di nuovi tagli alle accise sui carburanti o di bonus per compensare il caro benzina e gasolio, giudicandoli interventi poco efficaci dal punto di vista sociale, ambientale ed economico. Secondo l’associazione dei mobility manager, un taglio generalizzato finirebbe infatti per favorire anche i redditi più elevati e chi consuma maggiori quantità di carburante.
L’alternativa proposta è utilizzare le risorse per trasporto pubblico, bicicletta, car pooling, mobility management e smart working, finanziando gli interventi anche attraverso una tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere. In un Paese ancora fortemente dipendente dall’auto e dai combustibili fossili, sostiene Euromobility, bonus e sconti sui carburanti rischiano di consolidare l’attuale modello di mobilità invece di ridurre consumi, emissioni e inquinamento.
Particolare attenzione viene dedicata al lavoro a distanza. Secondo le stime dell’associazione, applicando maggiormente lo smart working alle attività scolastiche diverse dalle lezioni si potrebbero evitare ogni anno circa 141 milioni di chilometri, risparmiare oltre 10 milioni di litri di carburante e tagliare circa 15.500 tonnellate di CO₂.
Su scala nazionale, una maggiore diffusione di smart working e telelavoro potrebbe inoltre evitare ogni giorno circa 36 milioni di chilometri di spostamenti e 3.000 tonnellate di CO₂.
Euromobility invita quindi il Governo a rinunciare a nuovi interventi sulle accise e a eventuali bonus, destinando invece le risorse a misure strutturali capaci di ridurre la dipendenza dall’auto privata e dai combustibili fossili.