I nuovi dati ISTAT aggiornati al 2024 permettono di fare il punto sull’evoluzione delle infrastrutture di trasporto pubblico urbano a trazione elettrica nelle principali città italiane. L’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club-Clean Cities ha aggiornato i propri grafici sull’estensione delle reti di metropolitana, tram e filobus, mettendo a confronto sia i valori assoluti sia l’evoluzione dal 2000, assunto come anno base.
Il risultato complessivo mostra una crescita significativa, ma molto diseguale tra le diverse modalità e tra le città. Nei capoluoghi di città metropolitana la dotazione complessiva di queste reti passa dai 535 km del 2000 ai 747 km del 2024, con un incremento di circa il 40%. A trainare la crescita sono soprattutto metropolitane e filovie; la rete tranviaria complessiva, invece, dopo quasi un quarto di secolo rimane sostanzialmente sui livelli iniziali.
Milano resta nettamente in testa: 283 km di reti elettriche
Nel 2024 Milano dispone complessivamente di 283 km di metro, tram e filobus, una dotazione più che doppia rispetto a quella della seconda città italiana. Il sistema milanese comprende 157 km di tram, 87 km di metropolitana e 39 km di filovia.
Al secondo posto si colloca Roma con 127 km, suddivisi tra 58 km di metropolitana, 37 di tram e 32 di filobus. Seguono Torino con 87 km, quasi interamente costituiti dalla rete tranviaria, e Napoli con 72 km, dove nel 2024 si registra una crescita importante rispetto ai 55 km del 2023.
Al quinto posto si trova Bologna con 70 km, tutti riferiti alla rete filoviaria. Seguono Cagliari con 31 km, Venezia con 19, Firenze con 15, Genova con 14, Palermo con 13, Catania e Messina con 8 km ciascuna.
Bari e Reggio Calabria risultano invece prive, secondo l’indicatore ISTAT considerato, di reti di metropolitana, tram o filobus.
Tra gli altri capoluoghi presi in esame dall’Osservatorio emergono Parma con 19 km di filovia, Padova con 10 km di tram e Bergamo con 3 km di rete tranviaria.
Metropolitane: in quasi 25 anni la rete è raddoppiata
È la metropolitana a mostrare uno degli sviluppi più evidenti. Considerando l’indice con anno 2000 uguale a 100, nel 2024 la dotazione complessiva dei capoluoghi metropolitani arriva a 201: in pratica, nell’arco di quasi un quarto di secolo la rete è raddoppiata.
In termini assoluti, nel 2024 Milano raggiunge 87 km, contro i 48 del 2000. Roma passa da 37 a 58 km, mentre particolarmente marcata è la crescita di Napoli, da appena 2 km nel 2000 a 24 km nel 2024.
Torino, che nel 2000 non disponeva di una metropolitana, arriva a 14 km. Genova passa da 3 a 7 km, mentre Catania, dopo la contrazione registrata rispetto ai 9 km dei primi anni Duemila, raggiunge gli 8 km nel 2024.
Anche nell’ultimo anno disponibile si registrano progressi: Milano passa da 79 km nel 2023 a 87 nel 2024, Napoli da 19 a 24 e Catania da 7 a 8.
Filobus: è la modalità cresciuta di più
Ancora più accentuato, in termini relativi, è lo sviluppo delle reti filoviarie. L’indice complessivo dei capoluoghi di città metropolitana passa da 100 nel 2000 a 213 nel 2024.
La rete complessiva, secondo i grafici elaborati sui dati ISTAT, sale da circa 96 a 205 km.
Il caso più evidente è Bologna: dai 12 km del 2000 si arriva ai 70 km del 2024, dopo aver raggiunto i 77 km nel 2020-2022. L’indice rispetto al 2000 è pari a 580.
Importante anche l’evoluzione di Cagliari, passata da 16 a 26 km, mentre Roma arriva a 32 km rispetto all’assenza di rete riportata per il 2000 e ai 17 km del 2005.
Particolarmente movimentato è il dato di Napoli: 22 km nel 2000, scesi fino a 10 nel 2020, quindi risaliti a 31 km nel 2024. Solo nell’ultimo anno il salto è da 19 a 31 km.
Milano resta invece sostanzialmente stabile: dai 40 km del 2000 ai 39 del 2024. Genova passa da 6 a 7 km.
Tram: nel complesso il 2024 è ancora quasi uguale al 2000
Molto diverso il quadro delle reti tranviarie. Complessivamente, nei capoluoghi metropolitani si passa dai 340 km del 2000 ai 343 km del 2024. L’indice si ferma quindi a 101.
Dietro questa apparente stabilità si nascondono tuttavia traiettorie urbane molto differenti.
Milano conserva di gran lunga la rete tranviaria più estesa d’Italia, con 157 km, ma il dato risulta inferiore ai 171 km del 2000 e ai 180 km registrati tra 2015 e 2021.
Anche Torino mostra una forte contrazione nel lungo periodo: dai 111 km del 2000 ai 73 km del 2024. Roma passa da 39 a 37 km.
A compensare almeno in parte queste riduzioni sono soprattutto le città che hanno introdotto o sviluppato nuove reti. Venezia, partita da zero, raggiunge 19 km; Firenze arriva a 15 km, dai 7 del 2010. Palermo, priva di tram fino alla metà degli anni Dieci, dispone di 13 km nel 2024.
Napoli conta 17 km, Messina 8 e Cagliari 5.
Il risultato complessivo è quindi significativo: mentre metropolitane e filovie hanno allargato fortemente la propria estensione, il patrimonio tranviario italiano nel suo insieme non è ancora riuscito a superare in misura apprezzabile quello esistente all’inizio del secolo.
La densità delle reti rivela differenze ancora più marcate
Il confronto in chilometri assoluti non tiene conto delle differenti dimensioni delle aree urbanizzate. Per questo l’Osservatorio ha aggiornato anche gli indicatori di densità, espressi in chilometri di rete ogni 100 km quadrati di superficie urbanizzata.
Per i tram, Milano raggiunge nel 2024 un valore di 106, nettamente superiore alle altre città. Seguono Torino con 65, Venezia con 24 e Firenze con 23. Messina è a 17, Cagliari e Napoli a 16, Palermo a 15 e Roma a 7.
Nelle metropolitane Milano è ancora prima con 59 km ogni 100 km² di superficie urbanizzata, in crescita dai 49 del 2021. Seguono Napoli con 23, Catania con 16, Torino con 12, Roma con 11 e Genova con 9.
Per le filovie il primato spetta invece a Cagliari con 95, davanti a Bologna con 90. Molto più distanziate Napoli con 29, Milano con 26, Genova con 9 e Roma con 6. Tra gli altri capoluoghi si distingue Parma con 37.
Napoli accelera, mentre alcune grandi reti restano ferme o arretrano
L’aggiornamento al 2024 restituisce dunque un quadro non uniforme. Napoli è una delle città che mostrano il maggiore dinamismo nell’ultimo anno, passando complessivamente da 55 km di reti elettriche nel 2023 a 72 nel 2024, grazie agli incrementi di metropolitana e filovia.
Milano rafforza ulteriormente la propria dotazione metropolitana e resta di gran lunga il principale sistema italiano per estensione complessiva, nonostante la riduzione della rete tranviaria rispetto al passato.
Altre città mostrano invece una sostanziale stabilità. Roma rimane a 127 km complessivi tra 2023 e 2024, Torino a 87. A Palermo la rete tranviaria scende dai 15 km indicati nel 2023 ai 13 del 2024.
Una crescita del 40% in 24 anni, ma concentrata in poche città e tecnologie
Il confronto di lungo periodo indica che l’Italia non è rimasta immobile: nei capoluoghi delle città metropolitane i chilometri di reti urbane di trasporto pubblico a trazione elettrica analizzate dall’Osservatorio sono passati da 535 a 747, oltre 200 km in più.
La crescita, tuttavia, appare fortemente concentrata. Le metropolitane sono raddoppiate, le filovie sono più che raddoppiate, mentre il sistema tranviario nel suo complesso è rimasto pressoché invariato rispetto al 2000.
Anche la distribuzione territoriale resta fortemente squilibrata: Milano da sola dispone di 283 km, quasi il 38% dei 747 km complessivi rilevati nei capoluoghi metropolitani. Diverse grandi città continuano invece a disporre di reti molto limitate o, in alcuni casi, a non avere nessuna delle tre infrastrutture considerate.
I dati ISTAT 2024 confermano quindi sia i progressi realizzati sia l’ampio spazio ancora disponibile per estendere quelle reti di trasporto pubblico elettrico su sede fissa che possono rappresentare uno degli strumenti principali per ridurre dipendenza dall’automobile, emissioni e inquinamento atmosferico nelle città.
Fonte: elaborazioni Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile Kyoto Club – Clean Cities Campaign su dati ISTAT.