La seconda giornata di ECO Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, a Roma, ha posto al centro il ruolo delle città nella transizione ecologica, affrontando i temi della sicurezza stradale, innovazione tecnologica, mobilità elettrica, infrastrutture verdi, qualità dello spazio pubblico e resilienza climatica.
Il punto di partenza è il crescente peso delle aree urbane: secondo i dati richiamati dal Festival, oltre il 56% della popolazione mondiale vive oggi in città e la quota potrebbe salire al 70% entro il 2050. In Italia circa il 74% della popolazione vive già in aree urbane. Da qui la necessità di concentrare proprio nei centri urbani gli interventi per ridurre emissioni, consumi energetici e dipendenza dall’auto.
Tra i temi affrontati, l’accessibilità universale alla mobilità, la sicurezza stradale, l’elettrificazione e l’automazione dei veicoli, la logistica urbana, la forestazione e la rigenerazione dei centri storici. Ampio spazio anche alle nuove generazioni, con la partecipazione di oltre cento studenti dei licei romani Avogadro, Giordano Bruno e Montessori.
Particolare attenzione è stata dedicata all’esperienza di Parigi, dove il 65% degli spostamenti interni avviene a piedi, l’uso delle piste ciclabili è cresciuto del 34% tra il 2020 e il 2024 e il 66% dei residenti non possiede un’automobile. Secondo i dati presentati, l’esposizione all’inquinamento è diminuita del 40% in dieci anni, mentre proseguono i programmi di pedonalizzazione e rinaturalizzazione dello spazio pubblico.
A chiudere la giornata il confronto tra Bologna, Firenze, Bergamo e Roma, insieme alle esperienze delle altre città italiane coinvolte nella Missione europea delle “100 città climaticamente neutrali entro il 2030”. Tra gli interventi illustrati: nuove linee tranviarie, autobus elettrici, piste ciclabili, forestazione urbana, riqualificazione degli edifici, scuole sostenibili e rifugi climatici.