La morte di un bambino di 7 anni, investito mentre andava a scuola in bicicletta con il padre in corso Regina Margherita a Torino, riapre il tema della sicurezza delle infrastrutture ciclabili cittadine. La dinamica esatta dell’incidente è ancora oggetto di accertamenti. 

Massimo Tocci, presidente di FIAB Torino Bici & Dintorni, punta l’attenzione in particolare sui controviali, dove convivono in spazi ridotti biciclette, auto, parcheggi, dehors, accessi alle abitazioni e attraversamenti verso le fermate del trasporto pubblico. In corso Regina Margherita la ciclabile è poco visibile e affiancata da due file di sosta: secondo FIAB, in queste condizioni la compresenza con veicoli a motore può trasformare i controviali in punti particolarmente critici per chi pedala. 

Tocci sottolinea inoltre i limiti della rete ciclabile torinese: la città dispone, secondo i dati da lui citati, di circa 300 chilometri di corsie riservate, ma diversi percorsi risultano discontinui, terminano agli incroci o obbligano i ciclisti a percorsi tortuosi. Il problema, sostiene FIAB, non riguarda soltanto le infrastrutture ma anche la cultura della mobilità e il rispetto degli utenti più vulnerabili. 

Dopo la tragedia, oltre 300 persone hanno partecipato a una mobilitazione in bicicletta nel controviale di corso Regina Margherita, chiedendo maggiore sicurezza stradale. 

Fonte: Corriere della Sera – Torino⁠