Il nuovo decreto italiano sulla qualità dell’aria non impone automaticamente ZTL, Zone 30 o blocchi dei diesel. Ma dal 2030 i limiti diventeranno molto più severi: 20 µg/m³ per NO₂ e PM10 e 10 µg/m³ per PM2,5. Nelle città dove il traffico contribuisce in misura rilevante all’inquinamento, Regioni e Comuni dovranno quindi individuare interventi capaci di produrre riduzioni quantificabili. 

Trasporto pubblico, ciclabilità, mobilità pedonale, gestione della sosta, zone a basse emissioni, rinnovo delle flotte e logistica urbana sono tra le opzioni possibili. La novità è soprattutto nel metodo: non conterà soltanto quanti autobus, tram o chilometri di ciclabili vengono realizzati, ma quanto queste misure riescono realmente a ridurre traffico, emissioni e concentrazioni degli inquinanti. 

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