Secondo una ricerca dell’Università di Bari, riportata da Repubblica, nelle città dove il Bus Rapid Transit (BRT) è già operativo lo scetticismo iniziale tende a lasciare spazio a un giudizio positivo. Lo studio, coordinato dalla docente Angela Stefania Bergantino, ha coinvolto circa 4 mila residenti di capoluoghi italiani, con 290 interviste in Puglia, e ha confrontato anche esperienze italiane e internazionali.

La ricerca evidenzia una distinzione tra la fase di realizzazione e quella successiva all’entrata in funzione: cantieri e perdita temporanea di parcheggi alimentano timori e resistenze, mentre l’utilizzo del servizio porta a valorizzare soprattutto tempi di viaggio più rapidi, nuovi mezzi e minore inquinamento.

Tra le esperienze citate c’è Rimini, dove il Metromare, operativo dal 2019, registra secondo i dati richiamati nell’intervista oltre il 98% di giudizi positivi, con più del 70% degli utenti che assegna voti tra 8 e 10 a rapidità, puntualità e comfort.

Per favorire il passaggio dall’auto al trasporto pubblico, conclude la ricerca, non basta però realizzare l’infrastruttura: sono decisive affidabilità e puntualità del servizio, insieme alla capacità di rendere semplice la prima esperienza di utilizzo. Il tema è particolarmente attuale a Bergamo, dove il BRT è in fase di realizzazione.

Fonte: Repubblica