Cinque persone morte in dieci giorni tra Milano e Torino. Per le associazioni non è una fatalità, ma il segnale di un problema collettivo di sicurezza stradale.

Martedì 29 settembre alle 19 Città delle Persone e FIAB Torino Bike Pride promuovono due presìdi simultanei: a Milano in via Antonini, dove è stato investito e ucciso Luigi Donato, con successivo appuntamento alle 21 sotto Palazzo Marino; a Torino in Piazza Palazzo di Città, davanti al Municipio.

Le iniziative arrivano dopo una sequenza di cinque vittime della strada nell’arco di una decina di giorni: Luigi Donato, 77 anni, investito sulle strisce; Laura Lebro, 65 anni, travolta sul marciapiede; Davide Di Lernia, morto in moto; una persona di circa settant’anni investita mentre era in bicicletta a Rozzano; e Nicolò, 7 anni, investito mentre andava a scuola in bicicletta a Torino.

Le associazioni chiedono alle amministrazioni di considerare la sicurezza stradale una priorità, intervenendo sul disegno delle strade: carreggiate più sicure, attraversamenti protetti, reti ciclabili continue, moderazione della velocità e contrasto alla sosta irregolare. A Torino viene chiesta in particolare la trasformazione dei controviali in spazi a effettiva priorità pedonale e ciclabile.

Tra le richieste anche maggiori controlli e sanzioni contro velocità eccessiva e sosta pericolosa e un utilizzo più incisivo dell’Intelligent Speed Assistance (ISA), affinché la tecnologia contribuisca concretamente al rispetto dei limiti.

Il messaggio dei due presìdi è quello della Vision Zero: le morti sulla strada non devono essere considerate un prezzo inevitabile della mobilità. Strade, regole, controlli e veicoli devono essere progettati partendo dall’obiettivo di impedire che un errore o una distrazione possano trasformarsi in una tragedia.

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