Ogni volta che fai il pieno, paghi anche la mancanza di alternative: l’autobus che passa troppo poco, il treno che non arriva, la metropolitana che non raggiunge il tuo quartiere. Se l’auto è indispensabile, comprare carburante diventa un obbligo.
Anche quando il prezzo sale.
È la Tassa Petrolifera Locale: il costo aggiuntivo della dipendenza dall’auto, alimentato dalla carenza di trasporto pubblico e dai rincari dei carburanti.
Quasi
di euro in dodici mesi.
Quasi
euro l’anno a famiglia.
Circa
al mese.
Sono gli extracosti stimati dal nuovo studio di Clean Cities nelle 13 città metropolitane analizzate.
Il prezzo al distributore è la parte del problema che vediamo subito. Ma la spesa aggiuntiva nasce anche dalla quantità di carburante che siamo costretti a comprare, perché mancano alternative adeguate all’automobile.
Due costi che si sommano. Un unico conto per le famiglie.
Tra marzo e settembre 2026, la combinazione tra dipendenza dall’auto e rincari dei carburanti durante la crisi dello Stretto di Hormuz ha generato:
di euro di extracosti.
a famiglia in sette mesi.
Nel periodo considerato, la componente legata allo shock dei prezzi rappresenta poco più di un quarto del costo complessivo. La parte restante mostra quanto pesa un problema che esiste anche senza crisi internazionali: la carenza di alternative all’auto.
Prezzo dei carburanti:
Consumi: appena
Cagliari:
Reggio Calabria:
Bari:
Per questo Clean Cities propone due azioni complementari:
Investire in autobus, tram, metropolitane e ferrovie, migliorando anche i collegamenti tra città e hinterland.
Avviare un programma di social leasing delle auto elettriche, con condizioni accessibili anche alle persone con minori disponibilità economiche.