La Relazione annuale dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti dedica ampio spazio al trasporto pubblico locale (TPL) e alle trasformazioni in corso nelle città italiane. Il documento conferma come la mobilità urbana stia vivendo una fase di transizione, segnata da una ripresa della domanda post-pandemica, ma anche da persistenti squilibri tra offerta e utilizzo dei servizi, soprattutto nelle grandi aree metropolitane.

Secondo i dati raccolti, gli autobus urbani continuano a rappresentare la modalità prevalente, coprendo oltre il 30% della domanda di spostamenti, ma con un’offerta ancora sovradimensionata rispetto al reale utilizzo. Al contrario, metro e tram mostrano tassi di saturazione più elevati, segnalando una forte attrattività laddove queste infrastrutture sono disponibili (come a Milano, Roma e Torino, dove l’espansione delle linee rimane prioritaria).

L’Autorità richiama l’attenzione sulla necessità di pianificare i servizi a livello di bacino, integrando autobus, metro, tram, ferrovie urbane e impianti meccanizzati. Questo è particolarmente importante per città come Bologna, Firenze e Bari, che stanno sperimentando nuove reti tranviarie e linee BRT finanziate dal PNRR. L’ART sottolinea anche la spinta verso soluzioni innovative: servizi a chiamata, piattaforme MaaS e navette autonome, già testati in centri come Torino e Milano, dove il rapporto tra tecnologia e mobilità sostenibile è sempre più evidente.

Sul fronte degli affidamenti, diversi Comuni hanno avviato procedure per il rinnovo dei contratti di TPL urbano. A Brescia è stato confermato l’affidamento in house della metropolitana, mentre realtà più piccole (Agrigento, Enna, Cortona, Livigno, Schio) hanno avviato gare o procedure dirette per i servizi urbani su gomma. In molte di queste istruttorie l’ART ha rilevato alcune criticità: scarsa attenzione all’analisi della domanda, mancanza di clausole di flessibilità nei contratti, debole integrazione tariffaria tra i diversi sistemi di trasporto.

Un aspetto trasversale che riguarda tutte le grandi città è la crescente importanza dei servizi flessibili e on demand: l’Autorità li considera una componente ormai indispensabile per garantire accessibilità nelle aree meno servite e per migliorare l’efficienza delle reti urbane. Ciò si lega al tema dell’intermodalità, che diventa centrale per garantire una reale alternativa all’uso dell’auto privata, soprattutto nei contesti metropolitani monitorati dall’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile.

In sintesi, la Relazione ART 2025 fotografa un sistema urbano in trasformazione: la domanda cresce, ma non sempre segue l’offerta; le città più grandi spingono verso reti integrate e multimodali; e l’innovazione digitale (big data, intelligenza artificiale, MaaS) si affaccia come strumento per rendere la mobilità più sostenibile, efficiente e vicina ai bisogni dei cittadini.

📎 Relazione completa: Relazione ART 2025 (PDF)