Centoventi giorni per rimettere in piedi Amt. È il tempo concesso dal Tribunale civile di Genova all’azienda di trasporto pubblico per attuare il piano di risanamento nell’ambito della composizione negoziata della crisi, con la sospensione delle azioni dei creditori, prorogabile fino a otto mesi complessivi.

Il piano prevede circa cento prepensionamenti nel 2026, la revisione del contratto di servizio, l’efficientamento organizzativo con la razionalizzazione degli uffici e l’aumento della velocità commerciale grazie al rafforzamento delle corsie gialle. Decisivi, per il via libera del giudice, il parere positivo dell’esperto nominato dalla Camera di commercio e l’impegno del Comune, che ha accantonato 15 milioni di euro per il 2026 e inserito nel piano delle alienazioni l’immobile del deposito della metropolitana di via Adua.

Una prima boccata d’ossigeno è arrivata dallo sblocco di 14,3 milioni di trasferimenti statali destinati dalla Regione a coprire il fabbisogno di liquidità di dicembre per stipendi e fornitori. Nella revisione del contratto di servizio l’obiettivo è aumentare i contributi pubblici di 20-30 milioni, superando i 55 milioni complessivi, per compensare l’aumento dei costi esterni come materiali, gasolio e gratuità della metropolitana.

I prepensionamenti consentirebbero un risparmio stimato in circa 2,5 milioni di euro, ma resta aperto il nodo del finanziamento del fondo dedicato e dei costi legati al pagamento delle ferie residue. Il confronto con i sindacati è avviato e nei prossimi incontri si discuteranno modalità, tempi e platea degli incentivi all’esodo.

Sul fronte dei ricavi, si punta a incrementare di dieci milioni gli introiti da bigliettazione e, nel medio periodo, ad ampliare le corsie gialle fino al 65-70 per cento della rete. Un aumento della velocità commerciale permetterebbe di garantire lo stesso livello di servizio con meno mezzi e personale, rendendo sostenibile anche il ricambio generazionale previsto dal piano.

Fonte: la Repubblica