Secondo la Procura e la nuova dirigenza di Amt, il punto di svolta nella crisi dei conti dell’azienda di trasporto genovese sarebbe stato nel bilancio 2023, quando l’allora presidente Ilaria Gavuglio attestò la continuità aziendale inserendo tra i ricavi attesi 4,9 milioni di euro dal recupero delle sanzioni ai passeggeri senza biglietto.
Gli inquirenti ritengono però che l’azienda fosse già in grave difficoltà e che le previsioni sui recuperi fossero irrealistiche, visto che negli anni precedenti gli incassi reali erano stati molto più bassi. Nel 2023 Amt contabilizzò come ricavi l’intero ammontare delle multe elevate (22,4 milioni), stimando di recuperarne circa il 38%, una percentuale ritenuta troppo ottimistica.
Su queste basi la Procura ipotizza falso in bilancio e bancarotta nei confronti degli ex vertici: oltre a Gavuglio, l’ex vicepresidente Enzo Sivori e gli ex consiglieri Manuela Bruzzone, Sabina Alzona e Giorgio Canepa. L’indagine si inserisce nella crisi finanziaria dell’azienda, con un buco stimato fino a 200 milioni di euro, mentre Amt è attualmente in procedura di composizione negoziata della crisi.
Secondo le ricostruzioni, le tensioni sui conti erano emerse già dal 2021, quando il precedente consiglio di amministrazione aveva espresso dubbi sull’introduzione della gratuità del trasporto pubblico per alcune categorie, misura sostenuta dall’allora sindaco Marco Bucci.
Fonte: la Repubblica