I finanzieri hanno effettuato perquisizioni nell’ufficio di via Montaldo e nello studio professionale di Corte Lambruschini dell’ex presidente e direttrice generale di Amt Genova Ilaria Gavuglio, sequestrando computer e cellulare personali. La dirigente, licenziata lo scorso novembre, ha così appreso di essere indagata dalla Procura per falso in bilancio e bancarotta. Le stesse contestazioni riguardano anche gli ex componenti del Consiglio di amministrazione Enzo Sivori, Manuela Bruzzone, Sabina Alzona e Giorgio Canepa.
La difesa di Gavuglio valuta il ricorso al Riesame: secondo il suo legale, Raffaele Caruso, nel decreto di sequestro restano profili da chiarire, in particolare sull’ipotesi di bancarotta, che per la Procura sarebbe configurabile già con la richiesta di fallimento da parte di un creditore (tra cui Menarini), anche senza un crac conclamato che il Comune di Genova sta tentando di evitare. L’iscrizione nel registro degli indagati era attesa dopo l’apertura del fascicolo e gli avvisi a comparire per gli ex amministratori.
I nuovi vertici aziendali hanno contestato a Gavuglio nove addebiti disciplinari, tra cui omissioni informative verso gli organi di controllo, violazioni dei principi di corretta rappresentazione contabile, gestione di una politica tariffaria sperimentale senza adeguata istruttoria e coperture, occultamento delle perdite e inerzia rispetto alle segnalazioni. Le responsabilità vengono ricondotte alla gestione che ha portato alla situazione contabile critica certificata dal bilancio 2024. L’ex presidente respinge le accuse, parlando di “attacco politico” e richiamando il ruolo di Consiglio di amministrazione, revisori e collegio sindacale; un fronte, quest’ultimo, su cui l’inchiesta potrebbe estendersi. Gli interrogatori degli ex consiglieri sono stati rinviati a metà febbraio e, con ogni probabilità, gli indagati si avvarranno della facoltà di non rispondere.
Sul piano industriale 2025-2031, presentato ai sindacati, cresce di circa 20 milioni rispetto alle stime iniziali l’obiettivo di recupero tramite efficientamento. Il documento (93 pagine) individua tre assi: revisione della strategia tariffaria (9,5 milioni), riequilibrio dei contratti di servizio (24 milioni) ed efficientamento della struttura industriale per la quota restante. I sindacati chiedono tempi rapidi per dare un segnale concreto nella procedura di composizione negoziata della crisi e ribadiscono la disponibilità a soluzioni che non intacchino salari e occupazione. Tra le misure ipotizzate: razionalizzazione delle linee meno efficienti, riduzione di servizi a bassa domanda e di sovrapposizioni, rimodulazione degli orari della metropolitana, prepensionamenti (circa 150 addetti), recupero ferie, contratti part-time, conferimento dell’officina di via Buozzi e apporti di liquidità dei soci tra 2026 e 2029.
Fonte: la Repubblica