Comune, Regione e Città Metropolitana formalizzano gli impegni economici per sostenere i conti di Amt e rilanciare il trasporto pubblico locale. La Regione garantisce fino a 19 milioni di euro per incrementare il contratto di servizio e 40 milioni per la ricapitalizzazione dell’azienda, con il conseguente ingresso nella compagine societaria. Il Comune mette a disposizione oltre 61 milioni.
Un’operazione che le sigle sindacali – Cgil, Cisl e Faisa – giudicano positivamente come passo decisivo per il salvataggio dell’azienda, ma con diverse questioni ancora aperte. Antonio Vella (Fit Cisl) chiede un confronto congiunto tra Regione, Comune e sindacati per chiarire modalità di ingresso della Regione, efficientamento aziendale e organizzazione del lavoro, nel rispetto dei contratti nazionali.
Tra i nodi: carenza di personale e smaltimento ferie, necessità di nuove assunzioni, gestione dei lavoratori inidonei, installazione dei tornelli in metropolitana per contrastare l’evasione e investimenti su mezzi e rimesse obsolete. Centrale anche il tema del “fondino” per i prepensionamenti, ritenuto strategico per favorire il ricambio generazionale.
Per Edgardo Fano (Faisa Cisal) l’intesa dimostra che il trasporto pubblico locale può reggere solo con l’impegno congiunto degli enti, ma servono ora atti amministrativi concreti. Andrea Gamba (Filt Cgil) sottolinea che le cifre sono rilevanti, ma resta da verificare se saranno sufficienti, anche alla luce delle risorse necessarie per i prepensionamenti, stimate in 1,4 milioni.
Il piano segna una ripartenza per Amt, ma la sfida ora si sposta su organizzazione, investimenti e qualità del servizio.
Fonte: la Repubblica