La Consulta della Mobilità Sostenibile del Comune di Bari esprime apprezzamento per la riattivazione del programma “MUVT in bici”, che incentiva gli spostamenti sostenibili con rimborsi fino a 0,20 euro al chilometro per studenti e lavoratori, estesi quest’anno anche ai monopattini. L’iniziativa è considerata positiva per promuovere l’abbandono dell’auto privata e migliorare ambiente, salute e qualità della vita urbana.
Allo stesso tempo, la Consulta – riunita il 17 marzo presso l’Urban Center – evidenzia alcune criticità e propone miglioramenti. In particolare, chiede perché il programma non sia stato collegato in modo strutturale alle politiche di mobility management, previste dalla normativa nazionale, che includono piani degli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro e il ruolo dei mobility manager aziendali e di area. Un’integrazione più forte, secondo la Consulta, avrebbe potuto rafforzare l’efficacia dell’iniziativa e coinvolgere attivamente scuole, università e imprese.
Tra le richieste avanzate all’assessore Domenico Scaramuzzi figurano anche la pubblicazione dell’elenco delle realtà obbligate a dotarsi di piani di spostamento, dei mobility manager nominati e dei relativi contatti. Inoltre, viene sollecitata maggiore chiarezza sul futuro assetto del trasporto pubblico in vista dell’attivazione del Bus Rapid Transit (BRT), con particolare attenzione ai collegamenti con le periferie, ai costi per gli utenti e alla georeferenziazione del servizio per conoscere in tempo reale le attese.
Infine, la Consulta sottolinea la necessità di una cartografia digitale aggiornata delle infrastrutture ciclabili esistenti e in progetto, accompagnata da adeguata segnaletica, per rendere più accessibile e sicura la mobilità attiva in città.La Consulta della Mobilità Sostenibile del Comune di Bari esprime apprezzamento per la riattivazione del programma “MUVT in bici”, che incentiva gli spostamenti sostenibili con rimborsi fino a 0,20 euro al chilometro per studenti e lavoratori, estesi quest’anno anche ai monopattini. L’iniziativa è considerata positiva per promuovere l’abbandono dell’auto privata e migliorare ambiente, salute e qualità della vita urbana.
Allo stesso tempo, la Consulta – riunita il 17 marzo presso l’Urban Center – evidenzia alcune criticità e propone miglioramenti. In particolare, chiede perché il programma non sia stato collegato in modo strutturale alle politiche di mobility management, previste dalla normativa nazionale, che includono piani degli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro e il ruolo dei mobility manager aziendali e di area. Un’integrazione più forte, secondo la Consulta, avrebbe potuto rafforzare l’efficacia dell’iniziativa e coinvolgere attivamente scuole, università e imprese.
Tra le richieste avanzate all’assessore Domenico Scaramuzzi figurano anche la pubblicazione dell’elenco delle realtà obbligate a dotarsi di piani di spostamento, dei mobility manager nominati e dei relativi contatti. Inoltre, viene sollecitata maggiore chiarezza sul futuro assetto del trasporto pubblico in vista dell’attivazione del Bus Rapid Transit (BRT), con particolare attenzione ai collegamenti con le periferie, ai costi per gli utenti e alla georeferenziazione del servizio per conoscere in tempo reale le attese.
Infine, la Consulta sottolinea la necessità di una cartografia digitale aggiornata delle infrastrutture ciclabili esistenti e in progetto, accompagnata da adeguata segnaletica, per rendere più accessibile e sicura la mobilità attiva in città.