Le associazioni dell’Alleanza fiorentina per la giustizia ecologica, sociale e climatica criticano duramente il nuovo bando del Firenze da due milioni di euro per la rottamazione dei veicoli più inquinanti, che prevede ancora incentivi per l’acquisto di auto a benzina, GPL e metano. Pur riconoscendo l’obiettivo di ridurre le emissioni dei mezzi più obsoleti, le organizzazioni giudicano anacronistico, nel 2026, continuare a sostenere con risorse pubbliche la mobilità alimentata da combustibili fossili.

Secondo i firmatari, questa scelta aumenta i sussidi ambientalmente dannosi ed è in contrasto con gli indirizzi europei sulla transizione ecologica e con le migliori pratiche già adottate da numerosi enti locali italiani. L’equità sociale, sottolineano, non può giustificare il sostegno ai veicoli fossili: al contrario, dovrebbe orientare gli incentivi verso soluzioni più giuste ed efficaci, come il car sharing, le minicar elettriche, le auto elettriche usate e il sostegno alla ricarica domestica tramite wallbox.

Tra le proposte avanzate figurano anche partenariati pubblico-privato per l’installazione di impianti fotovoltaici a servizio delle colonnine di ricarica e progetti di illuminazione pubblica con ricarica integrata, in grado di rafforzare la rete pubblica e generare nuovi introiti per il bilancio comunale. Positiva viene giudicata l’apertura agli incentivi per auto elettriche usate, ritenuta però incoerente se affiancata al sostegno a benzina, GPL e metano.

Le associazioni ricordano che molte Regioni e grandi città italiane hanno già escluso i veicoli fossili dagli incentivi e si chiedono se Firenze, candidata alla neutralità climatica al 2030, voglia davvero collocarsi tra le amministrazioni che finanziano ancora la mobilità tradizionale. Da qui l’appello finale al Comune affinché riveda il bando e apra un confronto per destinare le risorse pubbliche a soluzioni coerenti con gli obiettivi climatici, socialmente e ambientalmente sostenibili.