Perché la garanzia sulle risorse per far funzionare la T2 serve e in fretta? Per mettere in moto la T2, Teb dovrà espandere il proprio organico da 48 a 80 dipendenti. La società tramviaria è alla ricerca di manutentori e soprattutto di tramvieri, ossia chi dovrà condurre i mezzi. E non sarà affatto facile completare la squadra.

«C’è una difficoltà generale nel reperire questo tipo di figure — spiega Gianni Scarfone, amministratore delegato di Teb —, che in questo caso è acuita dalla specifica preparazione tecnica necessaria per i conducenti. Anche chi ha già lavorato alla guida di tram in altre città, per poter guidare i mezzi Teb dovrà avere una certificazione particolare». E per far questo serve tempo e per muoversi in anticipo con le assunzioni serve certezza sulle risorse. Da qui la pressione sulla filiera Stato-Regione-Agenzia del Trasporto pubblico locale per velocizzare le decisioni.

«Non è ancora chiaro quanto del trasporto pubblico su gomma verrà trasferito sulla tramvia, ma certo dalla riduzione di alcune corse potranno arrivare delle risorse», dice il presidente di Teb Filippo Simonetti. È però vero, sottolinea Scarfone, che l’esperienza della T1 della Valseriana dice come parecchie corse di autobus parallele ai binari siano state conservate.

Una parte poi del successo futuro della T2 sta nella capacità di attrarre utenti che lascino l’auto a un certo punto della tratta per salire sul tram. Qui sta la funzione dei 7 parcheggi di interscambio previsti lungo il tracciato. «Ma oltre ai 500 posti auto in più già previsti — dice Simonetti — una risposta potrebbe arrivare dalle riqualificazioni di aree vicine alla tramvia. In questo senso, la T2, come è stato per la T1, può essere un’infrastruttura trainante. Pensiamo all’ex Gres, dove le future case godranno di un servizio così importante a poca distanza. Calcoliamo che per ogni euro investito sulla T2, al territorio torneranno 1,7-1,8 euro di valore aggiunto».

fonte: Corriere.it