Il monitoraggio condotto da Arpa Lombardia nel quartiere Colognola di Bergamo tra settembre 2024 e febbraio 2025 non evidenzia un impatto diretto significativo dell’aeroporto di Orio al Serio sulla qualità dell’aria. Le concentrazioni degli inquinanti risultano infatti sostanzialmente sovrapponibili a quelle rilevate dalle centraline situate in altre zone della città, anche lontane dallo scalo.
Secondo i dati illustrati da Arpa, la principale sorgente degli ossidi di azoto in città è il traffico veicolare, responsabile del 56,7% delle emissioni, mentre traffico aereo e mezzi aeroportuali incidono complessivamente per il 5,7%. Per il PM10, il contributo attribuito alle emissioni aeroportuali scende allo 0,14%. Le concentrazioni di PM10 rilevate in città oscillano tra 22 e 24 µg/m³, mentre anche per il PM2,5 viene indicato un andamento analogo.
Arpa sottolinea inoltre che il cherosene è stato tracciato da terra fino a mille metri di quota e che quanto prodotto in volo non ricade necessariamente nelle immediate vicinanze dello scalo. Rimane invece problematica la situazione dell’ozono, che in provincia presenta un andamento non positivo nel tempo.
Il monitoraggio non chiude comunque il confronto sull’espansione aeroportuale: i residenti e alcuni esponenti politici continuano a contestare il nuovo Piano di sviluppo di Orio al Serio e per giovedì è previsto un flash mob davanti alla sede di Sacbo.
Fonte: Corriere della Sera, 8 settembre 2026.