L’estensione delle Zone 30 a Bergamo non è una misura ideologica contro l’auto, ma un intervento per rendere più civile e vivibile lo spazio urbano. Il piano integra diversi strumenti – limiti di velocità, speed check e controlli sul rumore – per migliorare sicurezza e qualità della vita, soprattutto nelle aree più sensibili come Città Alta e i Colli.

L’obiettivo è ridurre incidenti e inquinamento acustico, ma la sfida è anche culturale: passare da una città pensata per chi guida a una più attenta a pedoni, residenti e ciclisti. Per funzionare, però, le Zone 30 devono essere credibili, accompagnate da interventi concreti, controlli e un cambiamento nelle abitudini di mobilità. Se ben attuato, il piano può rappresentare un’evoluzione verso un’idea più matura di città.

Fonte: Corriere della Sera, editoriale di Franco Brevini