A Bologna i ciclisti sono aumentati del 22% in un anno, ma diversi percorsi presentano buche, asfalto sollevato dalle radici, tombini infossati e segnaletica deteriorata. Un reportage di Repubblica documenta le criticità della rete e la riduzione delle risorse destinate alla manutenzione.
In via dell’Arcoveggio, il percorso sul marciapiede alterna continui saliscendi a dissesti del fondo. In via Fioravanti e via Gobetti le radici deformano l’asfalto, mentre in via Stalingrado un palo occupa il centro di una ciclabile stretta. Lungo il Navile vengono segnalati erba alta, fango e detriti; anche la tangenziale delle biciclette mostra segni di usura, soprattutto tra Porta Santo Stefano e Porta San Vitale.
Secondo Simona Larghetti, consigliera metropolitana con delega alla mobilità sostenibile, servirebbero 300 mila euro all’anno per avviare interventi sulla tangenziale delle bici, sulla ciclabile Carlo Piazzi e su parte della ciclopedonale del Navile. Gli stanziamenti comunali specifici, che in passato avevano raggiunto 1,2 milioni di euro, si sono fortemente ridotti. La Città metropolitana destina invece 100 mila euro annui alla manutenzione della Ciclovia del Sole.
Alle carenze manutentive si aggiungono le contestazioni sulle nuove opere: Salvaiciclisti Bologna denuncia l’assenza di una pista ciclabile sul nuovo ponte ferroviario di via Rimesse, definendola un’occasione mancata nonostante le segnalazioni e il confronto con l’amministrazione.
Fonte: la Repubblica, edizione Bologna, 4 ottobre 2026.