Le informazioni e i dati presentati in questo articolo sono tratti dal Report ufficiale 2025 su Bologna Città 30, elaborato dal Comune di Bologna sulla base delle rilevazioni della Polizia Locale, dei dati sanitari della AUSL – Centrale Operativa 118 Emilia Est, delle misurazioni ambientali di ARPAE e dei monitoraggi sui flussi di traffico e di mobilità attiva.

Il report mette a confronto i primi due anni di applicazione della misura (2024–2025) con la media degli anni 2022–2023, assunti come periodo di riferimento pre-Città 30, consentendo una valutazione solida degli effetti della riduzione generalizzata dei limiti di velocità urbani.

Dopo due anni di applicazione, Bologna Città 30 rappresenta oggi uno dei casi più documentati in Europa sugli effetti concreti della moderazione della velocità in ambito urbano. I risultati non riguardano solo la sicurezza stradale, ma anche la salute pubblica, la qualità dell’aria e il cambiamento delle abitudini di mobilità.

Sicurezza stradale: meno vittime, meno incidenti gravi

Il confronto tra il biennio pre-Città 30 (2022–2023) e i primi due anni di applicazione (2024–2025) mostra un miglioramento netto degli indicatori di sicurezza:

  • -43,6% di persone decedute sulle strade urbane (17 vite salvate);
  • -12,5% di incidenti stradali;
  • -7,2% di persone ferite.

Nel solo 2025, rispetto al periodo pre-intervento, le persone decedute diminuiscono del 38%, mentre gli incidenti più gravi, classificati dal servizio di emergenza 118 come “codice rosso”, si riducono di oltre il 22%.

Si tratta di un dato particolarmente rilevante dal punto di vista sanitario, perché indica non solo meno incidenti, ma incidenti mediamente meno severi.

Dove si continua a morire: il tema delle strade a 50 km/h

Il report 2025 evidenzia un elemento chiave per il dibattito europeo sulla sicurezza stradale:

9 dei 12 incidenti mortali avvenuti nel 2025 si sono verificati su strade dove il limite di velocità era ancora fissato a 50 km/h.

Il dato è coerente con l’evidenza scientifica internazionale: la velocità è il principale determinante della gravità degli incidenti, in particolare per pedoni e ciclisti.

Ridurre i limiti urbani a 30 km/h non elimina completamente il rischio, ma abbassa drasticamente la probabilità di esiti mortali, rendendo la strada uno spazio più sicuro per tutti.

Una città più sicura è anche una città che si muove diversamente

Accanto ai risultati sulla sicurezza, Bologna Città 30 mostra un cambiamento strutturale delle abitudini di mobilità:

  • i flussi di traffico veicolare calano di circa -9%, pari a oltre 20.000 veicoli in meno in un giorno feriale medio;
  • i flussi ciclabili aumentano del 19% rispetto al periodo pre-Città 30;
  • il bike sharing raddoppia le corse rispetto agli anni precedenti, superando nel 2025 i 3,6 milioni di utilizzi annui.

L’aumento del numero di ciclisti coinvolti in incidenti (+20%) va letto proprio alla luce di questo cambiamento: più persone scelgono la bicicletta, aumentando l’esposizione complessiva, senza che questo comporti un peggioramento del rischio individuale.

Benefici ambientali e sanitari misurabili

La riduzione del traffico e delle velocità produce effetti tangibili anche sulla qualità dell’aria.

Nel 2025, la centralina di traffico urbano di Porta San Felice registra una riduzione del 24% del biossido di azoto (NO₂) rispetto al periodo pre-Città 30, con valori medi annui tra i più bassi dell’ultimo decennio.

Poiché l’NO₂ è un indicatore fortemente legato alle emissioni dei veicoli a combustione, il dato suggerisce che le politiche di moderazione della velocità possono contribuire in modo diretto agli obiettivi di salute pubblica e qualità dell’aria, soprattutto nei contesti urbani densi.

Controlli, spazio pubblico e investimenti

La Città 30 non è stata applicata solo come modifica regolamentare, ma accompagnata da interventi strutturali sullo spazio urbano. Il programma di investimenti supera oggi i 35 milioni di euro e comprende:

  • messa in sicurezza di incroci e attraversamenti;
  • strade scolastiche e piazze pedonali;
  • infrastrutture per la mobilità attiva;
  • riqualificazione dello spazio stradale lungo i cantieri del tram.

Questa integrazione tra regole, controlli e progettazione urbana è uno degli elementi chiave del caso bolognese.

Un caso rilevante per le città europee

Nel confronto con le altre grandi città italiane, Bologna mostra un andamento nettamente migliore su incidenti, feriti e morti, risultando in controtendenza rispetto alla media.

Questo rafforza il messaggio centrale della Clean Cities Campaign: ridurre la velocità urbana è una misura semplice, economica ed efficace, capace di produrre benefici rapidi e misurabili su sicurezza, salute e qualità della vita.

Le considerazioni dell’assessore alla mobilità sui risultati del report e sulle prospettive della “fase due” della Città 30 sono disponibili anche in video, nella dichiarazione diffusa dal Comune:

Perché Bologna conta

A due anni dall’introduzione, Bologna Città 30 dimostra che la moderazione della velocità non è un provvedimento ideologico, ma una politica pubblica fondata su evidenze.

I dati mostrano che strade più lente sono strade più sicure, più sane e più vivibili, offrendo un riferimento concreto per le città europee impegnate nella transizione verso sistemi di mobilità più giusti e sostenibili.