A oltre un anno dall’introduzione di Bologna come “Città 30”, il dibattito resta acceso, ma i dati disponibili continuano a mostrare effetti rilevanti su sicurezza stradale, mobilità sostenibile e qualità urbana. Un approfondimento pubblicato da DataMobility rilancia il confronto tra sostenitori e critici del modello, partendo dai numeri registrati nel capoluogo emiliano.
Secondo il report del Comune, nel 2025 il traffico urbano è diminuito fino al 9% rispetto agli anni precedenti, mentre sono aumentati gli spostamenti in bicicletta, il bike sharing e l’utilizzo del trasporto pubblico ferroviario metropolitano.
Sul fronte della sicurezza, i dati indicano una riduzione degli incidenti stradali e soprattutto di quelli più gravi. Nel primo anno di applicazione si registrano cali a doppia cifra per sinistri e feriti, con una diminuzione significativa degli incidenti con codice rosso.
Restano però aperte le contestazioni politiche e normative. La sentenza del TAR Emilia-Romagna ha infatti contestato l’applicazione generalizzata dei limiti a 30 km/h senza motivazioni specifiche strada per strada, pur senza mettere in discussione il principio della moderazione del traffico urbano.
L’esperienza di Bologna continua così a rappresentare un laboratorio nazionale sulla trasformazione dello spazio urbano: meno centrato sull’auto privata e più orientato a sicurezza, vivibilità e mobilità sostenibile.
Fonte: https://datamobility.it/magazine/bologna-citta-30-top-o-flop/