Dopo l’introduzione di Bologna Città 30, la città compie un nuovo passo nella direzione della sicurezza stradale. Entra infatti in vigore la Zona 50 su oltre 80 chilometri di strade collinari nei quartieri Porto-Saragozza, Santo Stefano e Savena: i limiti passano da 90 km/h a 50 km/h, con ulteriori riduzioni a 30 km/h nei punti più critici. La posa della nuova segnaletica è già iniziata e domani l’assessore alla Mobilità Michele Campaniello presenterà ufficialmente gli interventi insieme ai Quartieri.

I punti più sensibili: 20 sentieri che sbucano sulla carreggiata

Nella zona collinare si contano circa 20 sentieri pedonali che si immettono direttamente sulla sede stradale. Per questo, in quei tratti la velocità sarà portata a 30 km/h, con l’installazione di segnaletica dedicata, “bolloni” orizzontali e rallentatori ottici.

«Siamo in un punto emblematico – ha spiegato Campaniello – dove finisce una zona 30 e iniziava un tratto extraurbano a 90 km/h. I residenti ci hanno segnalato ripetutamente il problema della velocità e, con loro e con i Quartieri, abbiamo definito questa soluzione».

Un primo passo verso ulteriori interventi

L’assessore ha chiarito che la Zona 50 rappresenta solo la fase iniziale:

  • nei prossimi mesi saranno valutati nuovi tratti da portare a 30 km/h;
  • sarà analizzata la possibilità di introdurre dissuasori fisici;
  • verranno studiati nuovi elementi di segnaletica dedicata a pedoni e ciclisti;
  • si procederà a una progettazione complessiva dell’assetto viabilistico dei colli.

Le richieste dei residenti: più sicurezza, più controlli e potenziamento del trasporto pubblico

Il comitato Comicolli accoglie positivamente il provvedimento, definendolo un passo avanti ma chiedendo una visione più sistemica:

  • maggiore sicurezza per tutti gli utenti della strada;
  • potenziamento del trasporto pubblico nelle zone attualmente sguarnite;
  • segnaletica specifica per chi si muove a piedi o in bicicletta;
  • più controlli nei momenti di maggior afflusso;
  • azioni mirate contro la sosta irregolare.

Tra le proposte anche interventi per mitigare i rischi legati alla fauna selvatica: barriere protettive, arredi anti-sosta, sistemi elettronici anti-collisione e perfino piccole strutture sospese per l’attraversamento della fauna. Richieste anche sperimentazioni su limiti differenziati, percorsi pedonali consigliati e raccordi con la rete escursionistica.

Campaniello ha confermato il dialogo aperto con i comitati sul tema del trasporto pubblico, ricordando però che la conformazione delle strade non consente sempre il passaggio dei mezzi dove la domanda sarebbe più alta.

L’eredità di Città 30: meno incidenti, più investimenti

Dopo le polemiche seguite all’incidente mortale in via dell’Arcoveggio, l’assessore ha tracciato un primo bilancio di Città 30: «Il provvedimento sta funzionando: abbiamo registrato un abbassamento dell’incidentalità, ma ora stiamo lavorando per implementarlo».

L’amministrazione ha già investito 35 milioni di euro, superando i 23 inizialmente previsti, pur in un contesto in cui – sottolinea Campaniello – gli enti sovraordinati hanno ridotto i trasferimenti nelle ultime tre leggi di bilancio.

I colli come laboratorio di mobilità sostenibile

La nuova Zona 50 trasforma i colli bolognesi in un laboratorio di mobilità sostenibile, orientato a trovare un equilibrio tra sicurezza, accessibilità e tutela del paesaggio. Nei prossimi mesi sono attesi ulteriori test, nuovi dispositivi di rallentamento, potenziamenti della segnaletica e possibili soluzioni per migliorare trasporto pubblico, fruibilità e qualità della vita nei quartieri collinari.