Centocinquanta tra genitori e bambini hanno percorso a piedi un tratto di via Toscana insieme al sindaco di Bologna Matteo Lepore e all’assessore alla Mobilità Michele Campaniello per denunciare le condizioni di insicurezza lungo l’asse che collega San Ruffillo a Rastignano. L’iniziativa, organizzata nell’ambito della “Settimana del sindaco in quartiere”, punta a chiedere l’estensione del limite dei 30 chilometri orari anche nel tratto oltre il ponte sul Savena.

Secondo il comitato promotore, la strada viene percepita dagli automobilisti come un’area poco abitata, mentre è attraversata quotidianamente da residenti, studenti e famiglie dirette verso scuole e servizi. Tra le principali criticità segnalate figurano la velocità elevata delle auto, marciapiedi discontinui o deteriorati, attraversamenti pedonali ritenuti poco sicuri e la mancanza di adeguate protezioni per chi si muove a piedi o in bicicletta.

La mobilitazione è servita anche a lanciare una petizione che, oltre all’estensione della “Città 30”, propone l’installazione di autovelox, nuovi rallentatori di velocità, maggiori controlli della polizia locale e percorsi ciclabili più sicuri.

Nella stessa giornata il Comune di Bologna ha celebrato a Palazzo d’Accursio i risultati del progetto Pedibus, gli “scuolabus a piedi” accompagnati da genitori volontari. Nell’ultimo anno scolastico sono stati percorsi complessivamente 13.200 chilometri, coinvolgendo circa 500 bambini. La scuola Fortuzzi ha registrato il risultato più alto con 2.574 chilometri, seguita dalla Fiorini e dalla Armandi Avogli.

Fonte:  la Repubblica Bologna