Uno studio di Go-Mobility realizzato per la Fondazione IU Rusconi Ghigi analizza gli effetti di “Città 30” a Bologna utilizzando i dati delle scatole nere assicurative relativi a circa 4 milioni di viaggi tra il 2023 e il 2025.
Secondo l’analisi, l’introduzione dei limiti a 30 km/h comporta un aumento medio dei tempi di percorrenza di circa 24 secondi su un viaggio di 10 minuti, pari a un impatto ritenuto “marginale” del 5%. Lo studio evidenzia però benefici significativi sul fronte ambientale e della sicurezza: le emissioni inquinanti sarebbero diminuite tra il 15% e il 24% grazie a una guida più fluida e costante, mentre le frenate brusche si sarebbero ridotte del 58% nelle strade a 30 km/h.
L’analisi segnala anche una diminuzione del 17% della probabilità che accelerazioni improvvise sfocino in collisioni. Tuttavia emerge un effetto collaterale: sulle strade rimaste a 50 km/h le frenate brusche sono aumentate del 30%, fenomeno attribuito a uno stile di guida più aggressivo fuori dalle zone con limiti ridotti.
Per gli autori dello studio, i limiti di velocità da soli non bastano e devono essere accompagnati da interventi infrastrutturali e di riorganizzazione della mobilità urbana. L’ex assessore Andrea Colombo parla di “evidenze solide e inedite sui benefici”, mentre Fratelli d’Italia contesta lo studio definendo i dati “senza valore statistico”.
Fonte: Repubblica